Massimo Pupillo & Luca Mai + Balazs Pandi @ Sinister Noise Club [Roma, 3/Novembre/2010]

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Un’altra collaborazione per Massimo Pupillo e Luca Mai, rispettivamente basso e sax degli Zu, ovvero una delle band più innovative e sperimentali in circolazione. Si esibiranno insieme a Balazs Pandi, strepitoso e giovane batterista ungherese che vanta tantissime importanti collaborazioni (Melvins, Venetian Snare, Merzbow, Attila Csihar per citarne solo alcune). Il Sinister Noise quindi, location dell’incontro, ancora una volta si dimostra luogo attivissimo e attento alle sonorità più ricercate, più sperimentali. Lo stesso Pupillo è praticamente di casa al sinistro club di Via dei Magazzini Generali. Ricordo infatti l’esibizione di qualche tempo fa con Oren Ambarchi dei Sunn O))), quella appena trascorsa con Carla Bozulich e di aver saputo di recente di una sua prossima esibizione (stavolta al Circolo) con F.M. Einheit, celebre rumorista tedesco ex membro degli Einsturzende Neubauten. Insomma, spesso si è usato il termine jazz in relazione alle sonorità degli Zu, ma credo che ancor di più i singoli componenti abbiano di jazz questo approccio all’incrociarsi, a sperimentare continuamente, ad improvvisare suonando con formazioni o musicisti sempre diversi.

È quindi con questi pensieri che mi appresto ad entrare nel locale. Scendo subito, nonostante sia ancora presto per l’inizio dei concerti, ma sento che qualcuno ha già iniziato a suonare. Come mi spiega all’entrata Valerio dei Dispositivo sono i Light The Bob, un duo basso e batteria, amici degli Zu. Riesco a sentire il loro ultimo brano: la batteria è decisamente punk, basso sporco, distorto ma niente di complesso. Sono simpatici, e sembrano puntare molto sull’ironia, peccato non aver sentito praticamente nulla di ciò che cantavano per il volume troppo basso dei microfoni. Ad ogni modo non c’è ancora molta gente e a quanto pare Balazs Pandi deve ancora arrivare. Il tempo di una birra e una sigaretta fuori dal locale e vedo arrivare “l’ungherese” con Pupillo che scendono subito a prepararsi.

Intorno alle 23 e 15 sono tutti e tre sul palco e stanno per iniziare. Balazs giocherella con le bacchette e una specie di pentolaccia che si è portato accanto alla batteria. Per tutto il tempo sono stato a guardare il set up di Pupillo, ma un paio di cosette mi sono sfuggite. Ad esempio una misteriosa scatolina rosa (e qui forse qualche specialista potrà riprendermi, ma non sono riuscito a capire cosa fosse) composta da un’antenna e un led all’estremità di questa, uno switch e “manopoline” varie. Con questo strumento inizia l’esibizione: si parte da piccole scariche di rumore, ritmiche, secche, che man mano aumentano creando un continuum sonoro incredibile (il cambiamento viene dato, tra le altre cose, a seconda di dove viene puntata l’antenna), mentre Balazs suona in crescendo colpi perfetti, rullate limpide e “galoppa” con la grancassa. Mai, invece, dà quel tocco decisamente infernale, ormai divenuto famoso, con il suo sax che passa da basso ad acuto in continuazione. Il trasporto con cui suonano è sincero, non c’è alcun dubbio. Pupillo che gioca con quella scatola sembra in estasi, e non esagero se dico di averlo visto sbavare. Ora: può far ridere, ma non è quella la mia intenzione, perché credo renda veramente l’idea di cosa può farti avere tra le mani strumenti che permettono di poter manipolare il suono in quel modo. È vero, è rumore, è musica sperimentale e per lo più distorta, ma secondo il mio modesto parere rappresenta un estremo al quale ci si sta avvicinando sempre di più. Un’ora e mezza di noise puro suonato in quel modo non può non lasciarti nulla. La performance poi è stata strutturata in modo da partire con un’introduzione lenta per poi crescere e rimanere a distorsioni e volumi elevati per la maggior parte del tempo, ritornare ancora a ritmi e suoni più pacati e concludere con un “outro” decisamente particolare: Balazs struscia le bacchette sui piatti creando suoni stridenti, Pupillo torna a lavorare alla sua scatola rosa, poi stacca il cavo da questa e lo lancia all’amico ungherese che se lo mette in bocca e continua a suonare. Il contatto del cavo con il corpo di Balazs permette a Pupillo di lavorare sui suoi suoni mentre Luca Mai tamburella sul sax creando altri riverberi. Tutti così presi che a causa delle vibrazioni vedo il basso cadere dall’amplificatore sul quale era poggiato per ben due volte: semplicemente spettacolare, non ho nient’altro da aggiungere.

Marco Casciani

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