Maserati @ Spazio 211 [Torino, 9/Aprile/2013]

1171

Parte da Torino la serie di concerti italiani per la presentazione del nuovo album omonimo dei Maserati che, all’interno del tour partito dagli Stati Uniti e che si concluderà in Germania, ha visto e vedrà una predilezione per il pubblico europeo e, date le numerose e insolite date italiane, anche una buona considerazione dei palchi nazionali. Il luogo prescelto per dare il benvenuto ai quattro di Athens ,Georgia, è lo Spazio 211 di Torino. La formazione della band, dopo la tragica scomparsa di Jerry Fuchs nel 2009, ha trovato il suo equilibrio con l’arrivo di Mike Albanese alla batteria, al basso Chris McNeal, alla programmazione e alla seconda chitarra Matt Cherry e alla chitarra solista Coley Dennis. 
E’ così che si presentano al centinaio di presenti che non affollano di certo il locale ma davvero hanno apprezzato lo show, partecipando positivamente e lasciandosi trasportare dalle atmosfere psichedeliche della band, seguendoli sia nelle lunghe seppur spesso un po’ ridondanti suite che nelle brevi sfuriate rock.
 Rispetto alle atmosfere danzerecce dell’album e a dispetto del diffuso uso di sintetizzatori e riff elettronici, il set dei Maserati è pragmaticamente post-rock: non ci sono i computer e le tastiere suonate con una mano à la Ian Williams dei Battles ma bensì due chitarre, un basso e una batteria, solo quello che si vede.

Nei live quindi si affrontano gli spettri ballabili del disco e il muro sonoro prodotto dai pedali di Cherry e Dennis, coadiuvati da partiture di basso al limite dell’ossessione e da un set di batteria essenziale e muscolare. Lo schema delle canzoni è abbastanza rodato, lunghe cavalcate, piccole suite, e opposto al modo di porsi sul palco in maniera non convenzionale con Cherry sulla destra che imposta con un pad le tastiere e produce con la chitarra il riff su cui verrà a scontrarsi l’arpeggio di Dennis dalla parte opposta, mentre il tempo è affidato ad un nascosto McNeal nella penombra, per concludersi con Mike Albenese la cui batteria è insolitamente posizionata al centro del palco, separando i due chitarristi e scandendo il tempo della follia musicale della band.
 Gli 80 minuti di concerto si consumano così molto rapidamente, suddivisi in dieci canzoni e due bis; data anche la timidezza della band, la comunicazione col pubblico è limitata a brevi ringraziamenti e formali introduzioni del solo Dennis, il risultato è un concerto molto asciutto e incalzante che ha tenuto sulla corda il pubblico. Sfilano veloci quasi tutti i brani del nuovo album: dalla breve ‘The Eliminator’ alla incalzante ‘Martin Rev’, alle altre tracce dai titoli tanto fantasiosi quanto ironici come ‘San Angeles’ e la calabro-pinkfloydiana ‘San Tropea’.
 Detto questo, le conclusioni si tirano da sole: i Maserati offrono un fantastico spettacolo dal vivo, riproducendo bene il suono del disco, riuscendo forse anche ad aggiungere qualcosa in più. Si fanno seguire in questo loro viaggio dando vita ad potente scambio di energia tra il pubblico e il gruppo. L’unica pecca è forse la scarsa organizzazione dell’evento (nemmeno l’ombra fuori dal locale delle belle locandine, sostituite da fogli A4 bianchi col nome della band) che non è riuscita a coinvolgere il giusto numero di pubblico che di certo avrebbe accresciuto la spinta emozionale della band, negando dunque la possibilità di far salire di livello la qualità della performance, ma questo è il classico pelo nell’uovo.

Gerri J. Iuvara