Marnie Stern @ Lo Fi [Milano, 21/Giugno/2013]

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Appena arrivo l’atmosfera é desolante. Davanti al Lo Fi ci sono solo io che aspetto. Ammetto di essere un po’ abbattuta. Appena entro stanno per iniziare il soundcheck. Vedo Marnie. Se non la conoscessi mi sembrerebbe la solita biondina che canta canzoncine pop sdolcinate; ma appena comincia a suonare la riconosco immediatamente. Nella mia mente arriva come un flash il ricordo di Nick Reinhart-se non sapete chi é vergogna! Per me lei é sempre stata la sua versione femminile. Peccato che non abbiano portato il loro tour insieme anche nella vecchia Europa! Mentre suonano ho i brividi e mi si stampa un sorriso sulla faccia. Questa notte non sarò delusa. E questa sera nessuno è rimasto deluso. Con un’energia incredibile e le sue dita da bambina Marnie produce una mitraglia di note che s’intrecciano al potente muro ritmico creato dalla batteria e dal basso. La sua voce non è come suona nei dischi e non è affatto quella di una noiosa popstar ma è ruvida e potente. In alcuni momenti mi ricorda un po’ quella di Courtney Love. La sua vitalità è straripante e il suo talento mi commuove un po’. Lei balla, canta e suona senza risparmiarsi. Il pubblico, anche se non numeroso, la supporta e balla con lei incantato come dal pifferaio magico. Mentre lo show va avanti mi sento come ipnotizzata dalla musica e penso a tutti quelli che si stanno perdendo questa meraviglia. La fine dello show arriva troppo presto e troppo in fretta. É stato come un bellissimo fuoco d’artificio. La serata è finita con la risata calda di Marnie e nella notte ho sentita una gran voglia di suonare un po’. Magari qualcosa con un po’ di finger tapping.

Hillel Zavala

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