Marlene Kuntz @ Popeye Festival [La Spezia, 29/Luglio/2008]

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Una leggera brezza viene dal mare mentre vado al concerto dei Marlene Kuntz. Non so bene cosa aspettarmi, conosco solo un po’ i dischi, ma abbastanza per avere nei loro confronti grande stima e rispetto soprattutto per i testi. So bene che non ci saranno ole da stadio e battiti di mani ritmati o altre amenità del genere. Il palco è allestito sul mare: a circa dici metri dalla passeggiata, dove c’è una passeggiata e poco pazio per il pubblico in piedi, c’è una piattaforma galleggiante con un bel palco e un buon impianto luci. Li incrocio poco prima: belle presenze. Alle 21.45 cominciano: tre chitarre, basso, batteria vera, violino e percussioni. L’approccio mi piace, dopo un primo pezzo del loro ultimo album ci regalano una versione appagante di ‘Come Together’, e in seguito una ‘Impressioni Di Settembre’ perfetta con un finale di apparente improvvisazione struggente e lancinante. Senza abuso di elettronica. Le anime belle brillano nella notte. Il concerto è un susseguirsi di emozioni ed evocazioni ancestrali date dai testi e dalla musica che riescono a fondersi in una sorta di Poesia Romantica credo unica nel panorama italiano; Cristiano è un’anima in pena e non fa nulla per nasconderlo, e ciò me lo rende subito simpatico. Rispetto ai dischi (e non è scontato) la loro musica è più accattivante e le tre chitarre non sono mai troppe. Suoni graffianti e profondi con una base ritmica ottima e melodia che portano lontano, come una volta. Il bis praticamente è un altro concerto con una versione in italiano di ‘Here Comes The Sun’ e una lunghissima “improvvisazione” dove gli strumenti spesso distorti all’estremo sembrano suonare da soli, i musicisti hanno sangue vero nelle vene: Cristiano si lascia andare completamente e sembra far l’amore con la chitarra, che ora prende ed ora abbandona a se stessa e alle sue distorsioni; nell’Amore, è vero, c’è qualcosa che non va, spero non finisca mai e invece finisce, come il concerto con una leggera sensazione di abbandono. Ma da questa sera il Golfo dei Poeti ne ha uno in più. Efficacissime le luci ad accompagnare le musiche e questo va rimarcato in lode al tecnico preposto. Un concerto veramente suggestivo da mettere nell’album dei ricordi belli. Durata due ore e un quarto circa. Grazie Marlene Kuntz.

Giacomo Crosa

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