Marilyn Manson @ Alcatraz [Milano, 17/Giugno/2015]

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Attenzione: in questa recensione non si parlerà del look degli spettatori del concerto di Marilyn Manson tantomeno si cercherà di dare al cantante degli aggettivi come “raggelante figuro”.

In un Alcatraz strapieno e anche “caldo più dell’inferno” come ci tiene a farci sapere nei primi minuti sul palco, Manson torna a Milano dopo la data all’Ippodromo nel 2012. Finalmente con un album degno di questo nome. ‘The Pale Emperor’ è, dopo anni di tentativi e strade sbagliate, un album con un’idea e un senso compiuto dall’inizio alla fine anche grazie al lavoro di Warner con il compositore di colonne sonore Tyler Bates. Il suono sul palco è potente e solido, senza troppi fronzoli, merito anche del batterista dei Dillinger Escape Plan, Gil Sharone. Ritroviamo con piacere anche l’inseparabile Twiggy Ramirez che dopo il matrimonio con una truccatrice si presenta sul palco agghindato come uno dei Kiss. Nonostante la mancanza all’interno dell’album la sua presenza sul palco è fondamentale per Manson durante tutto lo show. Per i fan più sfegatati la scaletta regala grandi emozioni perché vengono eseguiti soltanto tre pezzi dal disco nuovo, tutto il resto è un grande “best of” specialmente da ‘Antichrist Superstar’. In parte è un peccato perché a mio parere brani come ‘Killing Strangers’ e ‘The Mephistopheles of Los Angeles’ potrebbero avere una buona resa live. Si parte con il classico ‘Sweet Dreams’ per poi arrivare con immensa gioia di tutti a ‘Angel With Scabbed Wings’ eseguita raramente in Italia negli anni passati. Marilyn Mason dimostra di essere tornato alla grande anche se la scelta di cantare dei brani così veloci non lo aiuta: spesso si deve fermare, dimentica le parole e si interrompe per prendere fiato. In quel caso il pubblico prende il suo posto senza esitazioni. Paul Wiley alla chitarra non riesce ad essere preciso ed incisivo negli assoli e nonostante siano passati 11 anni nessuno è ancora riuscito a ricreare il suono della chitarra di John 5. Il concerto si chiude in bellezza con ‘Coma White’ tratta dal disco più venduto della band, ‘Mechanical Animals’. Mancano totalmente gli ultimi tre album, quelli del flop commerciale e che hanno segnato un momento di crisi per l’artista americano, che però pare definitivamente finito. Degne di nota un paio di citazioni ai Nirvana con l’accenno di ‘Rape Me’ e ‘Come As You Are’. Nonostante le molte pause per riprendersi dal caldo e qualche cambio di costume Manson tiene il palco per 1 ora e mezza senza grossi problemi.

Chiara “Karse” Carsenzola

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