Maria Antonietta @ Monk [Roma, 12/Gennaio/2019]

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Novembre 2011, Auditorium di Roma Sala Petrassi, siamo in prima fila ad aspettare di sentire il ‘Secondo Volume’ di Brunori SAS. Non lo sapevamo ma prima di Brunori c’è questa ragazza della scuderia della Picicca Dischi che apre il suo concerto. Ora  immaginatevi di trovarvi di fronte a voi per la prima volta sta tipa di 1.60, con la chitarra che sembra più grossa di lei, che davanti alla platea della Sala Petrassi attacca a suonare in solitaria e chiude il suo breve set, suonando col solo tamburello “Stasera ho da fare”, con una sfacciataggine, con una strafottenza, che ti colpisce e ti atterra e ti lascia di sasso. ancor più della sua bravura. Bene, io da allora Maria Antonietta l’ho seguita, ho amato i suoi 3 dischi, li ho cantati e fatti cantare ai miei figli ma non l’ho più vista suonare in concerto. E stasera finalmente ritorno da lei. E ritorno da lei (dopo il breve anticipo della serata offerto da una gradevole e intima performance de Le Cose Importanti) con un’introduzione affidata ad alcuni versi delle sue amate poetesse, fonti di ispirazione dichiarate in più occasioni, che utilizzerà anche in altri due momenti della serata. Ma è con i suoi di versi, quelli di “Deluderti”, che inizia la prima parte del concerto che scorre con la proposizione di 2/3 dell’ultimo disco prima di arrivare al primo ospite della serata, Francesca Michielin. Insieme a lei propone una bella versione di “Galassie (che dichiara essere stata fonte di ispirazione a una Maria Antonietta che con stupore apprende la cosa) e poi un brano riarrangiato tratto dal suo ultimo disco. Si prosegue con “Questa è la mia festa” e “Diavolo” suonate con violoncello e flauto traverso prima di ricominciare con tutta la band al completo con una doppietta tratta dal suo secondo disco:Tra me e tutte e le cose” e “Giardino comunale”.

Proprio sentire uno dei versi contenuti in quest’ultima (perché le cose cambiano ma io non mento, al limite sto zitta) e vedere salire sul palco del locale romano il secondo ospite della festa organizzata per la fine del tour di “Deluderti”, quell’Edoardo D’Erme oramai conosciuto da tutti, indie e non, mi fa venire in mente che il periodo che comincerà ora, a partire dalla fine di questo concerto, sarà per Letizia Cesarini fondamentale per capire cosa ne sarà della sua arte e della sua musica. Se riuscirà a dimostrare definitivamente al grande pubblico il suo valore o se dovrà essere a nostro uso esclusivo. Dopo aver cantato “Saliva” insieme a Calcutta il concerto prosegue e la band si diverte e fa divertire anche il pubblico che da qui al momento del bis avrà modo di ballare sulle canzoni più movimentate della serata, tra cui spicca una versione di “Fotoromanza” forte di quell’arrangiamento azzeccato già sentito su l’EP uscito con i 3 Chewingum. Ritorna sul palco Maria Antonietta e lo fa da sola per cantare forse la sua canzone più personale, “Maria Maddalena”, e se davvero ha mentito per una vita intera, stasera si è dimostrata vera e sincera nel suo mestiere. E poi verrà il momento dei ringraziamenti e poi quello per le dichiarazione d’amore: al suo pubblico con “Animali”, al suo amato con “Alla felicità e ai locali punk” e a tutti quelli che l’hanno aiutata e supportata in questi anni con “Quanto eri bello”. Visibilmente emozionata si congeda lanciando fiori sulle prime file e la sensazione che ho è che quella ragazza, sempre alta 1.60, sempre con la chitarra più grande di lei, sia cresciuta. E io con lei.

Marco Andreoni

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