Male Bonding @ Covo Club [Bologna, 18/Novembre/2011]

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La Sub Pop un po’ silenziosamente (ma anche un po’ no) si è ripresa da qualche anno l’importanza che aveva alla fine degli anni ’80 con i gruppi che già sapete. Non è mai morta ma anzi ha continuato a cercare nuovi artisti di valore. Basti pensare che negli ultimi anni hanno inciso Low, Twilight Singers, The Shins, J Mascis, Dum Dum Girls più una selva di altri. Tra questi i Male Bonding autori di due album ‘Nothing Hurts’ e ‘Endless Now’, rispettivamente 2010 e 2011. E’ stato ‘Nothing Hurts’ a farmi innamorare di questo gruppo, un noise pop punk di alto livello con canzoni dalle melodie preziose e sorridenti che si nascondono sotto l’attacco di schegge punk noise. Non è male nanche il nuovo disco ‘Endless Now’, il genere è pressochè identico ma se dovete ascoltarne solo uno andate sul primo.

Al Covo di Bologna suonano di spalla i Tiger, Shit! Tiger! Tiger! Sinceramente la loro ultima canzone, l’unica tra l’altro che sono riuscito ad ascoltare, vale tutto il concerto dei deludentissimi Male Bonding. Prima di tutto hanno un audio pessimo che non lascia sentire minimamente la voce, la quale è normalmente sussurrata o molto dolce quindi se l’audio non è buono in sede live si perde completamente nel pastone musicale. Il cantante, con due occhiali così spessi da poter arrivare a guardare su Plutone, non si sforza  neanche di striscio di alzare un po’ il tono di voce quindi quasi tuttto è andato in vacca. Aggiungerei che di voglia di suonare ne avevano pochissima, tranne batterista e bassista che hanno fatto un timido sforzo energetico. I due chitarristi invece sono due statue di cemento armato. Hanno scelto principalmente i pezzi vecchi cosa strana visto che hanno solo due album, ma nonostante abbiano scelto i migliori il concerto è stato uno sbadiglio continuo. Davvero pochissimo da ricordare e da annotare se non che i nostri TSTT hanno fatto sicuramente una figura migliore. All’uscita lo sguardo mi va sul banchetto del merchandise. E’ presente una sola maglietta sul tavolo. Niente dischi, EP, 7 pollici, niente, solo una maglietta, immagine emblematica della tristezza della resa live dei Male Bonding.

Dante Natale

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