Ludovico Einaudi @ Auditorium [Roma, 5/Novembre/2007]

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Essendo il pianista torinese uno dei miei musici preferiti, avevo grandi aspettative per questa serata, ma non sono bastati né i To Rococo Rot né i sei archi a rendere il concerto meno noioso. Purtroppo. Le mie aspettative prevedevano due ore di pelle d’oca in una Sala Sinopoli riempita di pathos “Einaudiano” come solo lui riesce a fare, e come ha dato prova di saper fare in ognuno dei suoi dischi, ma questo pathos si è presentato solo in brevi sprazzi alternati da prolississime parti mortalmente noiose. E non chiamatele minimaliste perchè non si può pitturare la facciata della noia con una bella pennellata di minimalismo. Particolarmente deludente l’esibizione con il suonatore di duduk Djivan Gasparian durante la quale i due non sembravano proprio trovarsi, dando luogo a pezzi completamente “svuotati” che pure Ryuichi Sakamoto si sarebbe addormentato.

Al contrario Ballake Sissoko, ha riportato un po’ di divertimento in sala con il suo Kora, strumento a corde ricavato da una zucca che ha il suono molto simile ad una chitarra flamenco. Improvvisazioni molto azzeccate durante le quali il musicista malese ha emesso con la voce suoni di consenso del tipo “YEAH”. I fratelli Lippok hanno creato atmosfere un po’ più moderne grazie ai suoni minimali che gli si confanno mentre gli archi procedevano arrangiando le melodie quasi sempre di scarso impatto del pianoforte, ma il miglior risultato ottenuto è stato quello di concentrare l’attenzione del pubblico solo per pochi minuti. Ancora a risollevare un po’ le sorti della serata alcune canzoni eseguite in solitaria da Einaudi. Nulla da dire sui suoi pezzi, ma, oltre il danno la beffa, non ha eseguito nessuna delle mie canzoni preferite. L’onnipresente gag della serata si lascia attendere fino all’ultimo bis: durante “Farewell To The Past” (colonna sonora del film “Il Dottor Zivago”) le teste delle romanticissime ragazze presenti in sala si sono posate delicatamente sulla spalla dei loro fidanzati mentre una colata di melassa, miele, e zucchero liquido inondava la mia persona dalla testa ai piedi. Sono rimasto veramente dispiaciuto per come è andata, ma non mancherò di rivederlo la prossima volta. Non mi rassegnerò mai all’idea che Ludovico Einaudi dal vivo possa annoiarmi.

Andrea Di Fabio

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