Long awaited album: i ritorni discografici più “attesi”

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Meglio limitarsi al biennio 2016-2017. Una breve analisi su un piccolo quanto curioso “fenomeno” discografico peraltro sempre esistito anche se negli ultimi dodici mesi decisamente accentuato. Solo coincidenza o trend redditizio che ci porteremo appresso da qui all’eternità al pari di “supergruppi”, “sonorizzazioni”, “profumate reunion festivaliere” e le ormai stucchevoli esibizioni alla voce “performing”? Come sempre il tempo galantuomo ci dirà di più. Long awaited album a questo proposito può calzare a pennello. Il tutto rimarrà sempre in aggiornamento.

The Suicide Commandosdopo 39 anni

Il punk di Minneapolis che ha pavimentato la strada poi percorsa da Hüsker Dü, The Replacements e Soul Asylum. Da quel manifesto del 1978, il debutto ‘The Suicide Commandos Make a Record’, al clamoroso ritorno ‘Time Bomb’ previsto per il 5 maggio sulla rivampata Twin/Tone Records (“The Commandos were one of the pioneer US bands touring the country, having to book themselves by convincing club owners in every city that their kind of music would draw people”).

Chuck Berrydopo 38

Il re è novantenne. Intramontabile leggenda.

Barry Gibbdopo 32

Da ‘Now Voyager’ a ‘In The Now’. Una vita intera a raccontare i 70 anni di Gibb.

Modern Englishdopo 30 (in formazione originale)

Si chiama ‘Take Me To The Trees’ la rentrée di Robbie Grey e compagni in rigorosa formazione originale. Il disco è prodotto da Martyn Young (Colourbox, M/A/R/R/S). In ascolto ‘Moonbeam‘.

Dream Syndicatedopo 29

Una canzone per riabbracciare Kendra Smith che nelle parole di Steve Wynn suona così: “the perfect coda to the record”. Il quinto album dai tempi di ‘Ghost Stories’. Un evento con questa formazione: Dennis Duck, Mark Walton e Jason Victor.

Roger Waters, Chic, The Darling Budsdopo 25

Dodici brani, Nigel Godrich in cabina di regia, il primo lavoro di musica originale in cinque lustri. Il 19 maggio nei negozi ‘Is This The Life We Really Want?‘.

Nile Rodgers tiene fede alla promessa e al trend che vuole un album nuovo in concomitanza con una celebrazione. 40 anni di Chic nel 2017 e ‘It’s About Time’ all’orizzonte.

La indiepop band gallese si rilancia con l’EP ‘Evergreen‘ fuori il 21 aprile via Odd Box Records.

Bash & Popdopo 24

Speriamo non passi in sordina ‘Anything Could Happen’ (pubblicato nel gennaio 2017) disco ritorno della creatura post-split dei Replacements fondata da Tommy Stinson. In alto i cuori.

Senseless Things, Slowdivedopo 22

Un concerto a fine marzo allo Shepherd’s Bush Empire nella loro Londra. In regalo il primo brano dai tempi ’90 di ‘Taking Care of Business’ ovverosia ‘Lost Honey‘ (decisamente fuori tempo massimo). Tornano anche gli sguaiati inglesi che mescolavano pop punk, sentimenti grungizzati e alternative mainstream (quella ‘Too Much Kissing’ del 1989 io la ricordo con tanto sentimento).

Anticipato dal singolo bomba ‘Star Roving’ a maggio arriva il disco omonimo. Della Goswell e amici sappiamo già tutto e rimaniamo in dolce attesa.

Black Grape, Ride, that dog., Chavez, Thornetta Davisdopo 20

Dalla costola degli Happy Mondays la cosa migliore più degli Happy Mondays. Il successore del secondo ‘Stupid Stupid Stupid’ arriverà in estate prodotto anche da Youth.

L’ultimo capitolo era stato ‘Tarantula’ quando la parola shoegaze era già oggetto di studio scolastico. I magnifici quattro di Oxford si sono ripresentati con due brani nuovi preludio al disco del rientro discografico.

Le sorelle e figlie d’arte Rachel e Petra Haden + Anna Waronker (e Tony Maxwell) alle prese con una campagna via Kickstarter. Tanti auguri.

Una grande band dei ’90. Matt Sweeney e soci hanno mantenuto la promessa tornando con l’EP ‘Cockfighters’.

La possente blues singer di Detroit ci regala ‘Honest Woman’.

Decibel, Red Sleeping Beautydopo 19

A 40 dall’esordio “originale” torna il trio new wave italiano guidato da Enrico Ruggeri con l’album di inediti ‘Noblesse Oblige’. Sempre di storia si tratta.

‘Kristina’ ha invece segnato il ritorno della band scandinava da annoverare nella “first wave of Swedish indie pop”. Labrador la casa.

Chris Carter, The Jesus & Mary Chain, A Tribe Called Quest, The Olivia Tremor Control dopo 18

Il signor Carter e il ritorno in veste solista (autunno). Sempre su Mute. In un periodo di grande rivampa del nome Throbbing Gristle.

Siamo da tempo pronti per ‘Damage and Joy‘.

Influenti e decisivi per il mondo hip hop i newyorkesi si sono ritrovati in studio per l’album numero sei ‘We got it from Here… Thank You 4 Your service’.

Il magnifico collettivo della Louisiana sarebbe pronto già da un po’ con ‘The Same Place’ (forse).

At The Drive-In, American Football, Wolfgang Voigt, Boss Hogdopo 17

Era nell’aria. Tra alti e bassi. Tormenti e piaceri. A maggio. Dal Texas.

Probabilmente sottovalutato il disco omonimo di ritorno. Anzi, senza probabilmente. Attesi in Italia.

Ambient-house sempre alla base del musicista tedesco che torna come GAS con ‘NARKOPOP’.

La signora Martinez e il compagno di sempre Jon Spencer. ‘Brood X’ l’attesa (riuscita) rentrée.

Shed Seven, The Lox, The Avalanches, Kansas, earthlings?, Violent Femmesdopo 16

Ancora UK, ancora gli anni ’90. York il centro che riusciva a contrastare l’ascesa di Blur e Oasis. Il seguito di ‘Truth Be Told’ è alle porte così come un tour con i Cast.

‘Filthy America… It’s Beautiful’ (2016) il terzo album dei veterani Sheek Louch, Styles P e Jadakiss. Hip hop a lettere cubitali.

Più ombre che luci (soprattutto dal vivo) hanno accompagnato gli australiani a ‘Wildflower’. Occasione persa.

Giusto per la cronaca ricordiamo il capitolo 15 ‘The Prelude Implicit’ della storia troppo longeva dei Kansas.

Un pezzo importante della storia del deserto californiano. Gli earthlings? di Dave Catching nel 2016 hanno consegnato alla storia del genere il terzo album ‘Mudda Fudda’, ricordando il compianto Fred Drake.

‘We Can Do Anything’ nel 2016. Per i Violent Femmes, però, nessuna novità, nessuna perla aggiunta.

Shania Twain, TLCdopo 15

Superati i 50 e con un divorzio abbastanza fresco alle spalle, la canadese Eilleen Regina Edwards si rimette in gioco a maggio.

Praticamente dalla morte di Lisa Lopes, dall’ultimo capitolo ‘3D’. L’album dell’addio del duo arriverà entro l’anno, ma sarà solo un addio discografico.

Michelle Branch, Procul Harum, Fleetwood Macdopo 14

La 33enne dell’Arizona si è fatta aiutare da Patrick Carney per il terzo album (primo via Verve). ‘Hopeless Romantic’ il risultato.

Per celebrare i 50 anni di carriera i leggendari inglesi dell’Essex si regalano ‘Novum’ (fine aprile) disco numero 13. Peccato.

Anche per i magnifici “Mac” un tour mondiale a celebrare i 50. Il nuovo album rimane ancora velatamente “nei piani”.

A Perfect Circledopo 13

Sono al lavoro e già lo sappiamo.

Descendents, Life Of Agonydopo 12

Nel 2016 l’ormai noto colpo di coda ‘Hypercaffium Spazzinate’. Ma il ’77 è solo un ricordo.

L’etichetta “alternative metal” mette i brividi. Eppure da New York sta per arrivare ‘A Place Where There’s No More Pain’.

Grandaddy, The Rolling Stones, Tool dopo 11

Last Place‘ è stato appena lanciato in orbita.

‘Blue & Lonesome’ molto meglio di tanti dischi griffati da tromboni e puristi del blues. Stones è ormai sinonimo di immortalità.

Potrebbero essere solo undici gli anni d’attesa da ‘10,000 Days’. Ma sui Tool si è persa ormai ogni speranza.

Oxbow, Loretta Lynn, Ray Daviesdopo 10

La furente experimental band californiana riaccende i motori il 5 maggio: ‘Thin Black Duke’ via Hydra Head.

La regina 84enne del country si permette il lusso di pubblicare ‘Full Circle’ (2016) prodotto dalla figlia Patsy Lynn Russell e da John Carter Cash (figlio di Johnny) e con ospiti illustri come Elvis Costello e Willie Nelson. Mito.

Non è da meno Ray Davies che a fine aprile segna il territorio con ‘Americana’.

The New Yeardopo 9

Una grande notizia. Che fa felici grandi e piccini. Il ritorno dei fratelloni Kadane.

Metallica, FastballDo Make Say Think, Ryūichi Sakamoto, Sparksdopo 8

Tanto ci hanno impiegato per donarci nel 2016 l’impossibile ‘Hardwired… to Self-Destruct’.

I texani pronti con ‘Step Into Light‘.

Il prodigioso collettivo canadese fuori a maggio via Constellation con ‘Stubborn Persistent Illusions’. E anche in questo caso vale il motto: “in alto i cuori!”.

Il maestro Sakamoto annuncia invece ‘async’.

I paladini dell’art rock stelle e strisce vengono riabbracciati con ‘Hippopotamus’.

Jamiroquai, LCD Soundystem, Broken Social Scene, Ted Leo, Sophiadopo 7

Nel 2013 Jay Kay e compagnucci avevano festeggiato i 20 anni di attività che discograficamente riprende a fine marzo con ‘Automaton’.

James Murphy volpone, furbone, tentacolare. James Murphy quasi pronto.

Per il collettivo canadese dei BSC invece un anno di intenso lavoro.

Anche Ted Leo si è affidato alla raccolta fondi di Kickstarter (a oggi 85mila dollari) e spera di registrare entro settembre.

2016 la data d’uscita di ‘As We Make Our Way’, ovviamente Sophia.

The Feelies, Feist, Amiina, Helmet, dälek, The Album Leaf, Snow Patrol dopo 6

Quale miglior modo per i Feelies di festeggiare i 40 anni di attività. ‘In Between’ a riconsegnarci “…one of the most influential bands in the history of alternative and underground music”.

Per la bella Leslie Feist si aspetta la primavera.

Da ‘Puzzle’ al recente ‘Fantômas’ (2016) un bel ritrovarsi con il collettivo islandese.

Page Hamilton poteva farne a meno eppure lo scorso anno è arrivato nei negozi ‘Dead to the World’.

L’experimental hip hop trio del New Jersey nel 2016 ha rotto il silenzio con ‘Asphalt for Eden’ e l’Ipecac ha già schedulato il seguito per l’anno in corso.

Per Jimmy LaValle (Album Leaf) poca fortuna gli ha regalato ‘Between Waves’.

Imminente il ritorno degli Snow Patrol per il settimo album con la produzione di Jacknife Lee.

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