Living Colour @ Circolo degli Artisti [Roma, 3/Ottobre/2008]

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Attesissimi, i newyorchesi Living Colour, fautori del crossover fine ’80 e poi anni ’90, tornano a Roma dopo un po’ di tempo. Una folla gremita riempie il Circolo degli Artisti, si suda, tanto siamo costipati. I Living Colour attaccano più energici di un tempo. Suono pieno e deciso quello di Doug Wimbish, un basso dal groove eccitante, la ritmica funk, cadenza e incornicia le liriche e la voce di Corey Glover, perfetto nei vocalizzi soul-rock. E poi c’è la chitarra di Vernon Reid che vola alto, fra soli pindarici, mentre William Calhoun lascia esterrefatti per la maestria e la potenza impetuosa del suono persino nei cambi ritmici. Molti i pezzi “storici” eseguiti dalla band, da ‘Disperate People’ a ‘Glamour Boys’ a ‘Bless Those’. Si continua con un boato di ovazione per ‘Operation Mind Control’. Possiamo mentalmente suddividere l’esibizione in due parti, la prima molto più funk, e con qualche tendenza reggae. Fra quest’ultima parte e la seconda, c’è un sipario, un solo di William Calhoun che compie peripezie alla batteria. Dunque, la seconda parte è caratterizzata da   suoni più roboanti, più massicci, più marcatamente metal. Giusto il tempo di invocare a piena voce Barak Obama e di incitare la folla verso il futuro Presidente degli Stati Uniti, si augurano. La band newyorchese ha un suono compiuto, tondo, che poi divampa in vere e proprie jam-session estemporanee guidate con estrema sapienza, mentre noi cambiamo mentalmente lo spazio-tempo e le gambe si muovono da sole, ormai. Ci avviamo verso la conclusione. C’è spazio per gli assoli di Vernon Reid, per l’esecuzione di ‘Times Up’ e il classico ‘Cult Of Personality’ cantato a squarciagola da tutta la platea. Infine, il bis è affidato ad una rivisitazione di ‘Should I Stay Or Should I Go’ dei Clash. È stata la prova eccellente di un gruppo che nonostante l’avanzare degli anni si conferma un pezzo di storia del rock. Mostruosamente eclettici, spettacolari, esplosivi, in una parola: Living Colour.

Mariagloria Fontana

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