Lite @ Sinister Noise Club [Roma, 1/Novembre/2008]

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Dopo la delusione dei Gallon Drunk della sera prima, con il fidato Aguirre prima mangio delle uova scadute da 7 mesi e poi, molto poco serenamente, mi reco al Sinister Noise per gustarci questi Lite. In due anni che ho il myspace non ho mai ricevuto un bullettin dai GY!BE; l’unica volta che ne hanno mandato uno c’era laconicamente scritto “check this” con il link a questi giapponesi. Visto che gli dei si erano scomodati qualcosa di valido doveva esserci in quel link. E infatti c’è stata subito la folgorazione. La serata prevede due gruppi d’apertura Eildentroeilfuoreilbox84 e Eskimo Trio. Perdo i primi ma non i secondi. Gli Eskimo Trio sono una band di Roma, che ha delle indubbie qualità tecniche e sanno davvero suonare. Il loro concerto dura una 40ina di minuti ed è incentrato su esercizi strumentali in cui passano dal grind al noise, dal reggae al funk, fino al jazz nel giro di un secondo. Davvero bravi ma l’idea che il tutto fosse una dimostrazione tecnica è diventata con il passare dei minuti un po’ fissa. Ciò non toglie che molti passaggi siano davvero belli e, come detto, la loro bravura è di livello assoluto. I Lite, due album e due EP, sono in quattro e sono talmente giovani e talmente male pettinati che sembrano un gruppo emo giapponese. Per fortuna la musica è di tutta altra pasta. Anche loro, come gli Eskimo Trio, sono interamente strumentali. Un blocco di musica in cui del classico post rock, molto jazzato e con ritmiche saltellanti, si fa apprezzare dal folto gruppo radunatosi al Sinister per assistere la loro performance. Pur essendo molto giovani hanno davvero molta inventiva nel costruire bislacche ma interessanti architetture musicali, magari annodate intorno a uno scheletro che funge come una chisciottesca schidionata da dove si diramano parti autonome. Il pubblico si spertica di lodi e ad ogni finale di brano c’è un piccolo boato. Posso dire che piacciono anche a me, sopratutto perchè quando decidono di pestare sugli strumenti e di alzare il volume ci sanno veramente fare. Qualche piccola riserva la posso tenere sul fatto di essere stati lievemente ripetitivi ma possono avere un grande avvenire visto quanto sono giovani. Serata piacevole e davvero serena al Sinister, se non fosse stata per una carbonara finita male.

Dante Natale

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