Lisa Papineau @ Black Market [Roma,30/Novembre/2013]

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Lisa Papineau ha i modi gentili, garbati, è un mix di emozioni che riscaldano. Colpisce la sua sensibilità, il suo sincero modo di ringraziare più volte il pubblico, l’emotività che la porta quasi alle lacrime quando rivela di aver trascorso un anno orribile minato da gravi problemi di salute. Ma è una donna forte e tenace che porta avanti il suo multiforme percorso di artista, tra Big Sir (qui il report del concerto alla Locanda Atlantide dello scorso anno: leggi), carriera solista e collaborazioni varie tra cui una con Jun Miyake culminata in un concerto insieme a Vienna appena prima di queste date italiane, e lo fa convivendo con la sclerosi multipla che non le impedisce certo di tirar fuori grinta e sorrisi pure sul palchetto del Black Market. Un plauso alla rassegna stessa Unplugged in Monti organizzata da Indie For Bunnies per aver portato diversi artisti a suonare in questa saletta dalla capienza molto limitata ma tanto affascinante: candele, sedie, divanetti e cuscini per terra, attenzione concentrata sugli artisti e (quasi) nessun maleducato chiacchiericcio durante l’esibizione, il tutto in un locale molto carino nei pressi di quel dipartimento di fisica reso celebre dai “ragazzi di via Panisperna” – passatemi la nota da ingegnere. Ad accompagnare Lisa, disposti uno di fronte all’altro sul palco, ci sono Matthieu Lesenechal, tastierista/chitarrista francese e suo collaboratore da tempo anche dal vivo, e Johan Guidou, batterista che pure ha contribuito all’ultima fatica della Papineau, l’album ‘Blood Noise’ gradito anche dal mitico Giudice Talebano. Lisa è in mezzo, dietro un’altra tastiera. Il nuovo lavoro è davvero gradevole ma buona parte della scaletta passa anche dal precedente, ottimo ‘Red Trees’: le sfumature della sua voce flautata e la ricchezza del suo timbro colpiscono l’anima nelle interpretazioni come la più sofferta ‘Marco Cholmo’, sostenuta da un delicato arpeggio di chitarra, o l’intensa ‘I dream of red trees’, cantata in francese. Le sonorità che completano l’affresco sono essenziali e spesso quasi minimali, come nel divertissement ‘A reprise’ ma non manca spazio per situazioni più divertenti e musicalmente più movimentate come ‘White leather pants’. Lisa ringrazia ancora i suoi ragazzi, si commuove per l’affetto dimostratole dal pubblico e, in chiusura, chiede ai presenti di fermarsi per due chiacchiere. In molti raccolgono l’invito e ne approfittano per salutarla, acquistare l’album dalle sue mani e farsi autografare il bel poster della serata opera di Sabrina Gabrielli. A bilanciare in negativo la splendida riuscita della serata ci penserà l’indomani la sfortuna manifestatasi sotto forma di guasto al van, con conseguente tour interrotto e rientro in Francia, un vero peccato. A lei l’augurio di poter tornare presto da queste parti.

Piero Apruzzese

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