L’ignorato caso dei Part Company e della loro sconosciuta 'Babar'

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Ci sono immagini che rimangono impresse nella mente più di qualsiasi altra cosa, continuando a parlare alla nostra corteccia cerebrale anche a distanza di mesi, anni, stagioni, poco importa se durano solo il tempo di un video, quello che importa è la loro misteriosa capacità di smuovere emozioni in un continuo temporale che dal passato si riaffaccia al presente, certo di trovare uno spazio sicuro nel futuro più lontano quando indotti da chissà quale fortuita casualità ci troveremo di nuovo di fronte allo stesso susseguirsi di figure. E’ questo il caso di ‘Babar’, il magistrale video dei Part Company, sconosciuto duo franco-berlinese, appartenente a quella nuova schiera di artisti che forti di una solida e poliedrica cultura musicale, ne assorbono codici e linguaggi per proporre nuove ed incantevoli interpretazioni. Per meglio capire di cosa si stia parlando, sarà sufficiente visionare il video di ‘Babar’ pubblicato su youtube più di qualche anno fa, dove tra il giallo, l’ocra, il verde, l’azzurro intenso e il rosso sangue degli abiti di moderne vestali, ci si trova dinnanzi a quanto di più eloquente ed affascinante le nuove forme dell’arte contemporanea siano in grado di concepire. In un’arida ambientazione scenica, che ricorda lo “Zabriskie Point” Antoniano, si susseguono quadri carichi di emblematiche significazioni psichiche, che turbano l’animo di chi osserva alla stregua di alcuni dei più celebri lungometraggi del cileno Jodorowsky e non sorprenderà quindi se alla realizzazione del video in questione si troverà proprio un altro sud-americano che risponde al nome di Ramon Ayala. Lato suono è chiaro l’heritage rock-psichedelico dei Part Company, dove in un curato revival anni ’60 vengono inseriti misteriosi ed ermetici presaggi come “..but the face will come, back in your night girl, but I just don’t care about the sun”. In conclusione i Part Company molto probabilmente, sebbene prodotti dalla Green United Music – per intenderci la stessa label di produzione di Woodkid o degli più internazionali The Shoes -, resteranno il nome di un gruppo di un album sconosciuto venduto in offerta sul fondo di uno scaffale di cd scansati e scartati dai più, peccato che in pochi avranno l’opportunità di godersi il riusciuto connubio di immagini e souni in cui si è piacevolmente travolti visionando il video di ‘Babar’.

Daniela Masella

danielamasella@gmail.com

facebook: Daniela Weiße Rose

twitter: mascia84

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