Liberation Fest-IIa parte @ C.S.O.A. La Strada [Roma, 25/Aprile/2009]

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Prosegue il Liberation Fest. La Strada in questa seconda giornata di Festival vede un’affluenza maggiore rispetto al giorno precedente. Il locale si riempie quasi subito. Ci sono sempre i banchetti con dischi, spillette, vinili (alcuni molto interessanti ) e il banco dei tedeschi P.D.F. con il loro merchandising. Ben presto capisco che, se per la serata precedente l’attesa era rivolta principalmente ai Bull Brigade, stasera sono i Gozzilla E Le Tre Bambine Coi Baffi le star. Forse perché sono anni che non si esibiscono, o perchè con i loro due dischi hanno portato alla ribalta il selvaggio e dissacrante agro-punk, non si sa, ma ammetto che anche per il sottoscritto questo evento ha una certa rilevanza. Così mi appresto a scendere di nuovo per le scalette del Centro Sociale incappando in un interessante scambio con uno skin posizionato intelligentemente all’entrata con lo scopo di garantire il servizio d’ordine. Skin: “senti ’n po’ te… viè ’n po’ qua!” Nerd: “si?” Skin (mi mette un braccio sulla spalla): “senti ’n po’… hai fumato?” Nerd: “no, fumo solo sigarette” Skin: “ah solo sigarette eh?” Nerd: “si” Skin: “allora hai pippato?” Nerd: “no” Skin: “ah non hai pippato eh?” Nerd: “eh no” Skin: “Bravo! Entra entra…” e poi rivolto agli amici allargando le braccia: “Ao che palle stasera non succede niente!”.

Una volta dentro, si abbassano le luci, la gente si avvicina al palco e il primo gruppo comincia a suonare. Sono gli In Cold Blood di Roma. Pur essendo la prima band a esibirsi sanno come prendere il pubblico con “smorfie diaboliche”, la voce screaming, batteria sempre al massimo e qualche paio di battute tra una canzone e l’altra. Il loro hardcore metal è preciso e violento: bel gruppo!

Osservo la scaletta e noto che i prossimi dovrebbero essere proprio i “Gozzilla”, ma sul palco non riconosco il chitarrista Jack Cortese. A preparare gli strumenti infatti sono gli inglesi GimpFist che dopo un veloce assestamento di volumi iniziano a sparare a raffica il loro street punk semplice  e diretto. Chitarra e voce, basso e batteria, semplicità, melodia, velocità e fomento secondo la classica scuola punk inglese. Buona musica ma nel complesso niente di nuovo. Sicuramente bravi, ma anonimi. Un “cheers!” del frontman conclude ogni pezzo della band. Nel frattempo iniziano i primi accenni di pogo e di stage sotto al palco.

Dopo i cori melodici dei GimpFist, la sala comincia a riempirsi sul serio. È il momento dei Gozzilla E Le Tre Bambine Coi Baffi. Mai mossa di spostare la posizione in scaletta è stata più azzeccata, perché ora all’interno della Strada è impossibile muoversi per via dell’affollamento.

Cortese dal palco, tra una bestemmia e l’altra, ammette divertito: ”Rega’ nun ce l’aspettavamo… Voi nun v’aspettate niente de bono da noi me raccomando, so passati tredici anni!”. Il cantante invece ha una maglietta bianca attillata che mostra senza ritegno il suo vizio di birrofilo. Poi, quando attaccano, si scatena l’inferno! Suonano un punk selvaggio con influenze rock’n’roll, ska e Oi!. Tutti conoscono a memoria tutte le canzoni e le urlano a squarciagola, da ‘Mi Hai Proprio Rotto I Coglioni’ alla cover del gruppo storico capitolino dei Fun ‘Come Voi’ passando per ‘Vermi’, ‘Sono Il Più Bastardo Della Città’, ‘Credere Per Non Pensare’, ‘Agro-Punk’, ‘Il Vaticano Brucia’. Concludono poi con il loro inno ‘A Chi Non Beve Birra Dio Neghi Anche L’Acqua’ tra il delirio più totale. Veramente spettacolari, definibili tranquillamente come una cult-band dall’agro pontino.

A seguire gli Shots In The Dark. Loro propongono uno ska dolce e divertente, perfetto per placare gli animi dopo l’esplosione di folla precedente. Molti ballano, alcuni ancora si scatenano, ma la sala pian piano inizia a svuotarsi. Sono un gruppo interessante, con un’ampia formazione e una compattezza nel suono che rende veramente piacevole l’ascolto e il lasciarsi trasportare dal ritmo “in levare”.

Gli headliner della serata invece sono gli inglesi Red Alert. Band proveniente dal North East dell’Inghilterra e nata nel periodo di fuoco, il 1979, e che continua da quegli anni con il suo punk ’77 senza mai fermarsi. Purtroppo il frontman Steve “Cast Iron” Smith è visibilmente ubriaco e questo contribuisce a rendere moscia la loro esibizione nonostante si percepisca la bravura e una certa melodia nei pezzi che eseguono. Ma la poca attenzione dal pubblico, il comportamento forse un po’ troppo “punk” del cantante e i volumi troppo bassi della voce hanno contribuito ad una non memorabile esibizione: “Shut Up You Cunts” sono state le uniche parole chiare che ha rivolto Smith al pubblico, scolando birra e barcollando da una parte all’altra del palco.

Perciò si conclude così questa due giorni di punk, ska e Oi! che ha visto esibirsi alcune tra le migliori band underground italiane, tedesche e inglesi politicizzate e non. Sicuramente un festival ben riuscito che ha dato grandi emozioni in diverse situazioni: la più memorabile, come ho già fatto intendere, proprio quella di stasera con l’apparizione dei “Gozzilla”. Che aggiungere quindi? Oi!

Marco Casciani

11 COMMENTS

  1. gozzilla gruppo definitivo
    shots, miglior gruppo ska italiano

    …aggiungerei un’altro oi! non si sa mai

  2. A me sono piaciuti tantissimo gli Stiliti (credo di aver scoperto proprio l’altra sera che adoro ballare lo SKA!) e i Gozzilla, scatenatissimi. I Bone Machine li seguo da mesi, è scontato dire che sono fantastici, visto che coniugano horror e rock n roll *__*

    Il festival è stato davvero figo, peccato che il sabato si soffocasse O_O

  3. grazie aguirre, mi hai blastato davanti a millemila persone
    adesso mi toccherà spezzarti tutte le falangi distali di entrambe le mani, così voglio vedere se riuscirai ancora a commentare sui blog…

    mwhahahahahahaha!!!!

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