Liars @ Nel Nome Del Rock [Palestrina, 6/Luglio/2008]

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Ciò che sorprende nei Liars è la capacità di essere totalmente dissacranti nei confronti di ciò che viene convenzionalmente definita rock music. Questo è l’ingrediente fondamentale di tutti i loro live e del concerto di Palestrina, in cui il trio statunitense ha proposto un’ora di sonorità caustiche e urticanti mescolate alla teatralità ed alle divertenti “sceneggiate” del cantante Angus Andrew. Un intro musicale noise più che mai ed Angus (lungo, snodato ed invasato) che a passi corti e sincopati raggiunge i compagni Aaron Hemphill (chitarra e percussioni) e Julian Gross (batteria), più il secondo chitarrista che ormai li segue dal vivo. I Liars eseguono poco più di una decina di brani che si susseguono in maniera incalzante: la beckiana ‘Houseclouds’, la ferruginosa ‘Freak Out’, la ballata rock-dub ‘Sailing To Byzantium’ e la cavalcata acida ‘Plaster Casts Of Everything’ dimostrano la grande varietà stilistica di Andrew e soci, mentre ‘Let’s Not wrestle Mt. Heart Attack’ e ‘Drum And The Uncomfortable Can’ (da ‘Drum’s Not Dead’) danno prova di un’attitudine ritmica e tribale non ancora persa del tutto. Nonostante i volumi non dessero piena giustizia alla grande inventiva del gruppo newyorkese (inferiori a quelli dei romani Inferno, bravissimi a scaldare a dovere il pubblico), i Liars riescono comunque a ricreare un sabba-live rumoroso e graffiante, senza mai perdere quel pizzico di autoironia che li rende assolutamente unici. Il concerto dunque fila via veloce, corto ma intenso, dimostrando ancora una volta il valore di una band che (seppur inizialmente inserita nel calderone dell’ondata punk funk della Grande Mela) ha saputo creare un originale universo sonoro noise-industrial consolidandolo al meglio. Pronti a stendere tappeti rossi.

Gaetano Lo Magro

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