Lester And The Landslide Ladies @ VIP [Bologna, 4/Novembre/2011]

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Sono al VIP di Bologna perchè stasera riesco finalmente a vedere uno degli ultimi licantropi del rock and roll, Lester And The Landslide Ladies. Ci metto un po’ a capire dove sono finito perchè il locale dapprima mi saluta offrendomi due prosecchi appena entro (boh) poi mi ritrovo nel 1820 perchè nella sala dove ci dovrebbe essere il cocnerto c’è una rappresentazione a dir poco ignobile della vita di Byron fatta da dei tipacci vestiti in abito d’epoca. Passato lo sconforto e scroccato un paio di “sangiovesi” (che erano quasi Vernaccia) alla compagnia di saltimbanchi aspetto l’inizio del concerto allietato da un dj trentenne che si rifiuta di uscire dalla sua adolescenza metallara anni ’90 e così mentre smontano e montano il palco mi ritrovo ad ascoltare ‘Harvester Of Sorrow’, ‘Strenght Beyond Strenght’ (Pantera) ‘Be Quick Or Be Dead’, ‘Perfect Gentleman’ (che chicca eh? Helloween da ‘Master Of the Rings’… mi vergogno pure perchè l’ho riconosciuta) e altre schifezze assortite.

Quando salgono sul palco i veneti Sickle ci siamo io e il dj a fare da cornice, il resto è una barista sonnacchiosa e le volti a botte del soffitto. I Sickle però non si impegnano per niente per trattenere qualche curioso che si affaccia. La gag sulle fiche che affollano il locale si rincorre stancamente per tutto il concerto e un bassista che suona sgraziatamente senza sapere come si tiene una posizione punk senza, risultare fasullo, vanno a peggiorare le cose. Cose che si erano già messe male con delle canzoni annacquate di glam punk scarcassato, mediocre e amorfo, tanto per usare un termine caro al dj di prima. Li salutiamo con entusiasmo al’ultima canzone. Il dj si riprende la scena partorendo del death metal sicuramente della Roadrunner o della Relapse, ma la mia memoria lì non ci arriva.

Lester And The Landslide Ladies sono di Modena, di loro ho avuto modo di parlare già tre/quattro volte in occasione dei loro dischi e godevo all’idea finalmente di conoscerli sul palco, di sentirli tracimare rock and roll. L’orologio mi annuncia oramai sbadigliando che è l’1:00 di notte, ma l’attesa sarà compensata. Intanto si capisce che Lester è una persona seria perchè ha una giubba militare stile sovietico dei Misfits e una maglietta di Iggy che non ho visto mai a nessuno, segno di una vera ricerca musicale. Ma poi che bello vedere uno come lui sul palco, che sa muoversi con stile come nessun’altro, che ti arrapa anche se sei eterosessuale, che è un fascio di gomma elastica tra sculettate e sbatter d’anca, che ha un’aria buona con quel viso tra Paolino Paperino e Corrado Guzzanti, che canta come Eddie Vedder e si tocca le chiappe come farebbe solo Iggy. Che bello vedere questa persona dare l’anima per le sue canzoni; nel concerto si prediligono le nuove, quelle dello split con Kevin K, ‘Fuck Me Mommy’, ‘I Dont Wanna Be With You’, ‘Cherry’ ma anche ‘Margarita’ dal quasi vecchio ‘Estanged In Ladyland’ e ‘Anyway’ primo video/singolo annata 2003. Lo stile, la semplicità, la sincerità di questo maniaco della musica è contagiosa, chiunque si affacci nella sala ci rimane inchiodato da quello sguardo magnetico, da quelle canzoni irresistibili tanto che alla fine da 5 che eravamo si conteranno almeno 30/40 persone tutte meravigliate e a chiedersi chi diavolo sia questa band sbucata, per molti di loro, dal nulla. Ma 700 concerti e 8 dischi in dieci anni non nascono dal caso. Ok, Lester, io ti perdono l’ultima cover che non me la sento di riportare perchè tu, uomo, sei ciò che mi rimane da ascoltare e vedere nel rock and roll; ogni volta che ne perderò la fiducia, ogni volta che mi capiteranno 20 dischi tutti uguali e mi chiederò che senso ha ascoltare e suonare anche questo genere, beh mi ricorderò di te e troverò da divertirmi ancora. Iddio oonnipotente vi conservi, Nerds Attack! vi benedirà sempre.

Dante Natale

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