Lesbians On Ecstasy @ Traffic [Roma, 16/Ottobre/2007]

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-Iniziamo dal fondo-
Rivelazione live dell’anno.
Con la sala del Traffic trasformata in un rovente dance floor a tinte forti.

-Qualche ora prima-
Immaginate una serata con un rimorchio pieno di stanchezza. Immaginate l’umidità. Immaginate però da subito che questa potrà essere una serata ideale. Che risponde a quelle caratteristiche che più volte abbiamo elencato e pontificato. Prima fra tutte la sorpresa. La scoperta. L’illuminazione. Siamo all’interno dell’evento FE/MALE prodotto dall’attivissimo progetto Phag Off. Siamo io e il fido Watt a rappresentare (al meglio direi) la pattuglia Nerds Attack!. Siamo curiosi di toccare con mano la consistenza del lesbo quartetto canadese. Siamo pronti.

Ad aprire il tutto sono chiamati i Jean Genet. Un colorato queer boy/girl duo inglese alle prese con cd karaoke, synth, chitarra e zompettanti coreografie sostenute in pantaloncini rossi. Momento cruciale l’esplicità vitalità di “Sex In The Toilet” e “Shit Job”. Provo a cercare lo sguardo del mio compagno di reumatismi e trovo un laconico: “Mica so male però questi!”.

Bene.

Prima delle Lesbians On Ecstasy a catturare l’attenzione dei presenti arriva la performance drag di Julius Kaiser e Mistress Kyrham (specializzati in live paintings). Sulle note di “Call Me” una (non troppo) sensuale trasformazione in un gigolò dei nostri tempi.

Bene.

Poco dopo la mezzanotte aspettiamo la nostra “Miriam”. Ovverosia le ragazze di Montreal a supporto del secondo album “We Know You Know” sempre pressato dalla Alien8Recordings che evidenzia una decisa maturazione rispetto al potente (ma a volte sguaiato) esordio omonimo di tre anni fa. Togliamo subito le etichette appiccicose da sopra il nome delle LOE. Lasciate allora stare il queercore et similaria. Perchè da quel palco è uscito un frullato irresistibile che ha avuto come ingredienti nutrienti gli Skinny Puppy, l’EBM, il punk, K.D. Lang, il metal, l’industrial, Lydia Lunch, il punk funk, la dance, le L7, Le Tigre, i Killing Joke ed una straordinaria presenza scenica. Ribadisco straordinaria. Allora immaginate l’affascinante cantante Fruity Frankie come un Nic Offer (!!!) versione lesbo. Le movenze, l’energia, il carisma è lo stesso. Immaginate una graziosa Bernie Bankrupt alle prese con il fondamentale laptop. Immaginate una paffuta Véronique Mystique ed il suo basso distorto ad assestare e dettare il ritmo. Immaginate Jackie The Jackhammer a pestare su drum pad elettronici e non solo. Immaginate che siano anche di una simpatia contagiosa. Avrete un quadro a grandi linee. Noi abbiamo goduto anche delle piccole. Un’onda potente. Micidiale. Elettro-spinti da un urto che non ci aspettavamo potesse essere così coinvolgente. Virulento. Elettro-sorpresi a muovere testa e corpo. Elettro-scioccati. Una sorta di mosca bianca della cultura musicale lesbo che non predilige l’uso della tecnologia ma forse proprio per questo riesce ad essere ancor più marcato e facilmente recepibile il messaggio lirico dei testi. Un grido di speranza e di libertà all female. Un quartetto sopra la media che conclude il rapimento con “Mortified”, brano che chiude il nuovo album, eseguito praticamente a cappella in un finale absolutely pop. Assolutamente da ricordare. Come gli occhi improvvisi della notte.

Emanuele Tamagnini

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