Les Fauves @ Classico Village [Roma, 26/Ottobre/2007]

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All’interno dell’ormai consueta (e perchè no irrinunciabile) serata No Disco del Classico Village al venerdì. All’interno di una serata con a rimorchio settimane di stanchezza accumulata a tirar tardi sotto gli amplificatori di mezza Roma. Ma la pattuglia Nerds Attack! non ammette cedimenti. Ed eccoci con una truppa di ben cinque elementi. Il Daniele “Lucky Luke” Gherardi e la sua fedele sigaretta, il Natale tutto l’anno, il Serra contornato da gioiosi acari e l’uomo in più: Aguirre The Great. La temperatura in rialzo consente di lasciare riposto nell’automobile bianca il cappottino a falde decise che mi slancia molto anche se ormai risente (come il sottoscritto?) dell’età avanzata. Il “long island” è un drink buono ma la Pepsi al posto della Cola tradizionale fa si che diventi un drink solo accettabile. Giubbottini di pelle a coppia. Scienziati della comunicazione. Cappellini di varia foggia. Codini. Visi noti. Visi amici. Visi pallidi. Mi sento a casa.

L’occasione della nerd mobilitazione è data dal ritorno proprio in questo club dei sassolesi (di Sassuolo of course!) Les Fauves a presentare il debutto (via Urtovox) prima parte di una già annunciata trilogia. Giovani. Completi in un background spazioso come un vecchio armadio di famiglia dove trovano posto profumate influenze che riguardano la storica wave newyorkese, l’accezione “billy” dei Cramps e le strizzatine d’occhio alla new britannia di questi ultimi anni sospinti dall’hype. La voce nasale di Davide Caselli calza perfettamente nel sound proposto. E’ come sentire Brian Molko reincarnarsi ogni tanto in Frank Black (Gherardi docet, nda) ed i brani scorrono via veloci e gaudenti per un set a tratti davvero trascinante. La miscela piace. Ed i tre ragazzi, supportati dalla graziosa e precisa bassista Sissy, non sfigurano (e non sfigurerebbero) accanto ai colleghi anglofoni che hanno invaso nell’ultimo lustro i palchi dello stivale. Appoggiato ad un muro, sulle scale, con i piedi incrociati verso l’interno, accanto alla ringhiera, vicino al calore. Mi muovo e godo della musica. Di una piccola grande serata. Al venerdì. Al Classico Village.
To be continued…

Emanuele Tamagnini

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