Le Man Avec Le Lunettes + St. Francis @ Traffic [Roma, 3/Giugno/2007]

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Con una media sonno di circa cinque ore a notte, scrivo dolorante ad un braccio. Povero me! Ho rischiato infatti il più goffo degli incidenti domestici scivolando in bagno peggio di un sacco di dolci tuberi rossastri. Fortunatamente non ho dovuto raccogliere frantumi di ossa con una comoda scopetta ma porto i segni addosso come dopo una rissa tra ubriaconi molesti. Colpa di qualche sorso di devastante whiskey dal retrogusto trota salmonata offertomi gentilmente da “amici”. Colpa dell’ubiquità che mi è stata cortesemente regalata negli ultimi tempi da qualche Dio ignoto. La serata è umida. Brividi. L’aperitivo delle 19.30 è quasi una regola. Da dividere con Aguirre e il Gherardi (quest’ultimo reduce dal doppio misto Shellac/Sondre Lerche). Gli “amici” di cui sopra cominciano a manifestarsi a-due-a-due. Il riso basmati gongola felice quando viene sollecitato da ceci galleggianti nella cipolla tagliata a piccole foglie. I teenager sembrano moltiplicarsi ogni qual volta attraversano il cancello del Circolo.

[Direte voi, ma di cosa ci stai parlando?]

(Non me ne preoccupo e vado avanti)

Nella sala laterale del club c’è la tavolata dei Modest Mouse. Gente tranquilla. Semplice. Con un piccolo uomo dai capelli neri che sembra il padre di Liam Gallagher. E’ Johnny Marr che mangia in santa pace non curandosi di qualche curioso che ogni tanto prova a fare capoccella. Dopo una pizza a base di muschi e licheni, torno per avere la soddisfazione di vedere l’ex Smiths comparire sul palco. Una piccola ragazza nel frattempo si intrufola tra Aguirre, Junkie Pop Palumbo e il sottoscritto. Una scoperta. Lei è Camilla. Una delle lettrici più agguerrite di Nerds Attack!. Mentre il suono del tamburello rimbomba lontano, veniamo a conoscenza che la nuova amica ha un ragazzo islandese al quale viene “tradotto” Nerds Attack in inglese!!! Con somma gioia scopro quindi che Camilla immaginava il “Sensei” come pelato, con la pancia e sfatto!.

(Ma davvero dò questa impressione?)

Io leggo solo tre cose su internet: la posta, la Repubblica e Nerds Attack!

(Anche questa si chiama felicità)

Saluto il salutabile e come un ladro tolgo le tende. Direzione: Traffic. C’è una conventicola fuori la porta. Riconosco le basette trapezoidali del nostro Phil Anselmo. Volti amici (gli stessi di cui sopra, sopra). Sette anni di conservatorio non si dimenticano. Tre caramelle tre. Inizia del furioso gossip tiburtino. Il migliore, fidatevi. La mia privacy però è salva. Ma tu vai all’Upim? Che compri?. Le 23.30. Riuscite a capire dove sono finito?

I primi a salire sul palco sono i quattro St. Francis. Che non hanno bisogno di presentazioni ulteriori. Il Traffic è gioiosamente tranquillo. Ristoro per l’anima. La band degli ex Red Cherry (due), sospinta dal basso “cerronico” e da un batterista preciso e davvero in gamba, questa volta riesce a piacermi dall’inizio alla fine. Echi madchester. Dunque echi britannici. Con rinnovata vigoria. Un set asciutto. Che fa muovere la stanca testa anche quando l’amico (di cui all’inizio e quindi sopra) si avvicina con fare lucignolesco porgendomi il famigerato whiskey di fiume.

Riemergiamo per far si che il gossip, colpevolmente interrotto dai St. Francis, possa continuare a germogliare. Ho bisogno di dritte, di pettegolezzi, di capire il perchè a volte è meglio regalare una manciata di chiodi che un bacio sulle labbra. Anche questa sera si aggira un torvo tampinatore folle. Che “luma” alcune delle ragazze presenti con fare circospetto e investigativo. Zero. Sapranno i bresciani Le Man Avec Les Lunettes dare alcune delle risposte che quel ragazzo cerca così avidamente? Dopo la recente esibizione al Circolo (per l’Independent Pop Couture di chupa chupsiana memoria) i nostri tornano in sestetto anzichè ripresentarsi come duo. Spicca una fisarmonicista e una violoncellista (davvero brava quest’ultima) ma soprattutto un batterista con la “B” maiuscola. Il set è meno coinvolgente rispetto a due mesi fa. L’inizio stenta a carburare e l’orchestrazione non “arriva” al cuore. Ma dopo un paio di brani riescono a sottolineare con maggior grazia e leggerezza le influenze (Yuppie Flu Vs Belle And Sebastian sotto l’egida beatlesiana) che quasi perfette si fondono sicure. Un set più breve del previsto. Ringraziamenti. Una notte da passare in qualche autogrill. La mia invece conserva una terribile incognita: avrò il timbro giusto per rientrare a casa?

Emanuele Tamagnini

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