Le Luci Della Centrale Elettrica @ Atlantico Live [Roma, 4/Aprile/2014]

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C’eravamo abbastanza amati, ma neanche troppo. Vasco Brondi non mi è mai piaciuto come personaggio, l’ho sempre visto come un furbetto che cavalca l’onda del pessimismo, molto alta nei tempi duri che i suoi coetanei stanno vivendo. D’altra parte alcuni suoi brani, per quanto mai eccellenti sotto il profilo strumentale, mi hanno colpito a tal punto da consumare i tasti repeat dei vari dispositivi dai quali li ho ascoltati. Tutto ciò non era bastato finora a farmi decidere di assistere ad un suo live, nonostante di occasioni ne fossero capitate più di quante fosse stato lecito aspettarsene. Forse non mi sentivo pronto ad affrontare il suo pubblico, pensando che fosse una probabilissima delusione. Poi è arrivata lei e non ci sono più stati dubbi. Maria Antonietta, al secolo Letizia Cesarini, l’ho seguita in pratica in ogni sua tappa romana da un paio d’anni a questa parte, spinto da una profonda passione per il suo primo album in italiano e le sue interpretazioni live sempre piene di trasporto. Dopo essermi perso il suo live del 22 marzo al Circolo degli Artisti, quando lei era nella mia città ed io in quella di Balanzone, mi sono potuto togliere l’amaro in bocca molto presto, scoprendo che sarebbe tornata nella Capitale a supporto de Le Luci. Allora mi sono sentito pronto anche ad affrontare anche Vasco, che il pretesto giusto era finalmente arrivato. Arrivo così all’Atlantico alle 20:59, un minuto prima dell’annunciato inizio dell’opening act. Per fortuna che la compagnia era buona, se no sarebbe stata dura riempire i 30 giri d’orologio necessari a far spegnere le luci in sala. Quando Maria Antonietta appare sul palco, decisamente più grande rispetto a quelli dove eravamo soliti vederla, sembra ancora più minuta di quanto ricordavamo, ma fin dall’apertura con ‘Galassie’, tratto dal recente album ’Sassi’, dimostrerà di non temere le dimensioni della struttura né la mole di pubblico che gli si pone davanti. I pezzi, interpretati in acustico e da sola, non con il resto della band come accaduto nel resto del tour, saranno otto. Gli applausi che riceverà saranno molti, così come i nuovi fan che siamo certi abbia acquisito grazie a questa sua performance. I due pezzi che ci colpiranno maggiormente saranno i più scatenati del novero: ‘Ossa’ e ‘Maria Maddalena’, interpretati magistralmente.

Il set durerà mezzora scarsa e scarsi saranno anche i venti minuti di attesa prima dell’ingresso di Vasco Brondi ed i quattro membri della sua band. Nell’Atlantico lungi dal sold out, ma che comunque offre una buona cornice di pubblico, nonché una decina di palloncini a forma di occhi che ci scrutano dal soffitto della struttura, l’atmosfera è caldissima. Non si può di certo rimproverare a Brondi di non essere riuscito a creare nell’arco di un lustro di attività una fan base che stravede per lui ed i suoi lavori. Il suo album più recente, ‘Costellazioni’, festeggia un mese dalla sua uscita proprio oggi, e non può fare a meno di iniziare con ‘La terra, l’Emilia, la luna’, traccia di apertura dello stesso nuovo disco. La scaletta, una ventina di brani, encore incluso, presenterà quasi interamente il nuovo LP, peraltro ben riuscito, ed il pubblico non sembrerà lamentarsi più di tanto dell’assenza di alcuni singoloni del passato. Ciò che ci apparirà strano sarà invece vedere Brondi saltare e ballare da una parte all’altra del palco. La sua danza tribale sottolineerà il ritmo di alcuni brani nuovi e ci lascerà un po’ spiazzati. La svolta artistica avvenuta con il nuovo album, dove venature elettroniche si insediano nell’architrave acustica dei precedenti lavori, non ha avuto effetto solo sugli arrangiamenti musicali, ma anche sul modo di stare sul palco di Brondi che, moderno Mauro Repetto, fluttua sul palco come se fosse in una dancehall. Dopo i primi lavori basati su una depressione di fondo, ora è il momento della speranza, riprendendo un po’ lo schema dei media, che improvvisamente hanno deciso di parlare della fine di una crisi che forse ci sarà sempre, o forse non c’è mai stata. I fan non sembrano toccati da questa mutazione e cantano a squarciagola anche i nuovi brani che effettivamente sono così accattivanti da entrare in testa abbastanza presto. Anche i pezzi degli album precedenti gioveranno di questo momento di passaggio, con nuovi arrangiamenti che renderanno luminosi anche i momenti più tetri. Al sesto brano il cantante ferrarese smetterà di saltare ed imbraccerà la chitarra, facendosi preferire. Verso la metà del set tornerà poi sul palco Maria Antonietta che si cimenterà con Brondi in un duetto sulle note della sua ‘Alla felicità e ai locali punk’, una delle canzoni d’amore più egoiste e passionali dell’ultimo decennio. Nella versione studio era concentrata in meno di un minuto e mezzo, ma diluita e corretta per la versione live durerà circa il doppio, con la voce di Brondi che, accompagnando quella della cantante marchigiana, le regala quel tocco in più. ‘Costellazioni’ parla di storie comuni di gente comune, ma non nega riferimenti che a turno fanno sentire alcuni più vicini di altri: dai continui richiami all’Emilia alla storia d’amore tra due ragazze, raccontata in ‘Le Ragazze Stanno Bene’, semicitazione del titolo di un film del 2010 che trattò le tematiche di una famiglia tutta al femminile, fino alla menzione di band che volenti o nolenti sono nel cuore di tutti gli indie rockers, ‘I Sonic Youth’ e gli Smiths, inseriti nel ritornello della stessa canzone. Dopo l’apertura anche la chiusura, al netto del bis, seguirà la scaletta del nuovo album, mentre gli encore inizieranno con Vasco da solo che suona ‘L’amore ai tempi dei licenziamenti’, pezzo che sin dal titolo rappresenta la summa della sua intera opera. Seguiranno gli storici ‘Quando Tornerai dall’estero’ e ‘Per Combattere L’acne’, pezzi che nonostante non siano vecchissimi sono già dei grandi classici. Menzione d’onore per tre ragazzine emo (se ancora si fanno chiamare così) che hanno passato l’intero live sedute per terra ed appoggiate sulla porta d’uscita, chine sui loro iphone. Anche per Battiato è difficile restare fermi e indifferenti, mentre tutti intorno fanno rumore. Io invece tornerò alla macchina con le stesse certezze dell’inizio: il rapporto d’amore-odio per Le Luci non è mutato neanche dopo quasi due ore di live.

Andrea Lucarini

Il live è inserito nella Rassegna Ausgang