Le dame del freddo: Opale e la loro "luminescent wave"

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S’intitola paradossalmente ‘L’incandescent’ (Stellar Kinematics – Heia Sun, 2013), il nuovo album di Opale, duo femminile franco-spagnolo, basato a Parigi, che comincia ad affacciarsi sulla scena musicale internazionale (recentemente di passaggio anche al Vice Italia Beach Party, a Marina di Ravenna), proponendosi con un sound estremamente sobrio e glaciale, levigato in ogni suo minimo dettaglio al punto di dar vita all’interno di una impeccabile cornice cold-wave anni ’80, ad un drone-ambient psichedelico di tutto rispetto. Dietro la perfezione ovviamente si celano importanti collaborazioni con etichette e maestri più o meno noti, come Bryan Pyle, giovane produttore e musicista californiano di Ensemble Economique, i londinesi The Voyeurist e la canadese Maya Postepski in arte Austra, con la quale le Opale dicono di avere in preparazione un album che uscirà ad inizio del prossimo anno. ‘L’incandescent’ con i suoi otto brani in ascolto integrale su soundcloud è dunque un LP dal carattere freddo e malinconico, fatto di soli sintetizzatori e drum machine su cui di tanto in tanto si riversano voci stregate e disincantate. E se l’attenzione dei più è diretta al video di ‘Sparkles and Wines’, pubblicato poco più di un mese fa su Vimeo, in cui il volto di una donna è incredibilmente trasformato con il solo utilizzo di una luce rotante e senza alcun tipo di morphing digitale, il vero capolavoro si trova ben lontano dai brani più ascoltati, ed è racchiuso nel pezzo ‘Delusion 44’. Per 4 minuti e 48 secondi si è letteralmente immersi infatti in una dimensione plumbea e desolata, un ambiente lontano nel tempo e separato da ogni tipo di inutile frastuono, che lascia intravedere all’inizio del terzo minuto una luce intensa ed accecante, introdotta da un suono sintetico del tutto simile a quello di un organo. Si capisce solo allora perché le Opale amano definire la propria musica “luminescent wave”: una capolavoro di tonalità oscure e malinconiche ma non per questo privo di luminosità ed aperture, quasi a domostrazione di come solo nelle tenebre la luce possa veramente risplendere. Questa in breve la ragione dell’essenziale bellezza delle giovani dame del freddo parigine.

Daniela Masella

danielamasella@gmail.com

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