Layne Staley: in loving memory

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Quattordici anni fa moriva Layne Staley. Uno dei frontman più influenti degli anni ’90 era nato a Kirkland (Washington) segnato in adolescenza dalla separazione dei genitori. Nell’ultima intervista rilasciata tre mesi prima della morte alla scrittrice Adriana Rubio, Staley racconta proprio quel periodo: “My world became a nightmare. There were just shadows around me. I got [a] call saying that my dad had died, [but] my family always knew he was around doing all kind of drugs. Since that call I always was wondering, ‘Where is my dad?’ I felt so sad for him and I missed him. He dropped out of my life for 15 years”. La batteria come primo amore. Le glam metal band locali. L’incontro con Jerry Cantrell nel 1987. Quello più importante con l’eroina che nel 1996 gli porterà via anche Demri Parrott (nella foto), la “fidanzata” con la quale Staley era stato fino a due anni prima. Una turbolenta e poetica relazione immortalata nella splendida ‘Lifeless Dead’. Una serie di album miliari. Oscuri, malati, sofferti. Una prima, inutile cura disintossicante tra ‘Jar Of Flies’ ed il clamoroso progetto Mad Season. Poi lentamente il suo corpo cominica a consumarsi. L’ultima apparizione pubblica il 3 luglio 1996 a Kansas City qualche giorno dopo quella spettrale al devastante unplugged di MTV. Una nuova parallela avventura lo impegna come Class Of ’99 insieme a Tom Morello, Stephen Perkins (Jane’s Addiction), Martyn LeNoble (Porno For Pyros) e Matt Serletic. Due parti della pinkfloydiana ‘Another Brick In The Wall‘ vengono registrate per la soundtrack del film “The Faculty”, ma nel video che accompagna l’operazione, Staley non viene filmato e vengono mandate immagini vecchie di tre anni che lo ritraggono live con i Mad Season. Nello stesso anno riesce a realizzare due brani nuovi per il mastodontico cofanetto ‘Music Bank’ e per un altro paio di compilazioni. I titoli parlano da soli: ‘Get Born Again’ e ‘Died’.

Il 19 aprile 2002 Layne Staley viene ritrovato morto nella sua abitazione. Alice è finalmente libera. Il corpo è in stato di decomposizione e pesa solo 40 Kg. Non è facilmente identificabile. Il coroner stabilisce che il decesso è avvenuto almeno due settimane prima. 5 aprile la data che verrà ufficializzata. Il 5 aprile del 1994 Kurt Cobain si toglieva la vita. Strane coincidenze di una giovinezza bruciata. Nel 2003 la madre di Staley, Nancy McCallum, fonda il Layne Staley Fund, un’organizzazione non-profit nata per aiutare economicamente la comunità musicale di Seattle.

“I’m not using drugs to get high like many people think. I know I made a big mistake when I started using this shit. It’s a very difficult thing to explain. My liver is not functioning and I’m throwing up all the time and shitting my pants. The pain is more than you can handle. It’s the worst pain in the world. Dope sick hurts the entire body”. Aveva 34 anni. Per non dimenticare.

Emanuele Tamagnini

[From archive]

Alice In Chains @ Rolling Stone (Milano, 1993)

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