L'Aura @ Auditorium [Roma, 12/Gennaio/2008]

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Finalmente nel panorama della musica “leggera” italiana arriva una ventata di freschezza da questa ragazza non ancora ventitreenne di Brescia. Un talento coltivato sin da quando era bambina e fatto crescere in maniera esponenziale negli anni in cui ha vissuto a Berkley. A sette mesi dall’uscita del suo secondo disco (‘Demian’) L’Aura si presenta alla Sala Studio dell’Auditorium in veste acustica accompagnata dallo Gnu Quartet (tre archi più flauto già con Simone Cristicchi e Dolcenera) che nei brani più cantautoriali fa risaltare la voce lasciando tutti in una sorta di estasi, ma in altri, precisamente quelli in cui è più marcato il marchio di produzione rock di Enrique Gonzalez Müller (che ha lavorato tra gli altri con Joe Satriani), gli arrangiamenti sembrano fuori luogo rovinando in alcuni casi intere canzoni. Casi eclatanti sono il singolone ‘Radio Star’ e ‘Beware! The Modern Eye’ che dal vivo è stata suonata ad una velocità assurda per un terzetto d’archi. Un po’ di imbarazzo è sorto quando durante la cover di ‘Bocca Di Rosa’ (canzone di un noto cantautore italiano che non nominerò perchè, se non è ancora stato bannato, spero lo sarà presto) la cantante dimentica alcune parole giustificandosi dicendo ”scusatemi, ma questo testo ha veramente tante parole”. Volendo, però, è una buona attenuante. Ci sarebbe anche da dire che, forse a causa della sua giovane età, il palco non lo sa proprio reggere. È bellissima fin quando canta davanti l’asta del microfono, muovendo le mani in maniera sensuale, ma nelle parti strumentali si vede che non ha la minima idea di cosa fare, dove andare, come comportarsi, quindi risulta molto impacciata. Se non altro, a differenza dei cantanti di italica tradizione che sul palco si danno arie da divinità, L’Aura vuole il contatto con il pubblico cercando di farlo cantare o battere le mani a tempo. Certo, come la mia signora mi ha fatto notare, queste cose sembrano abitudini da concerto di scout in chiesa, ma perlomeno è un inizio di quella battaglia che molte band stanno cercando di intraprendere per abbattere le barriere immaginarie tra chi sta sullo stage e chi sta sotto. Detto così sembrerebbe stato un concerto mediocre, e invece no! Nonostante le varie defiance e arrangiamenti discutibili, lo spettacolo è stato godibilissimo, divertente e a tratti emozionante grazie alla sua voce che nelle canzoni più toccanti, come la finale ‘Irraggiungibile’, stringe il cuore facendo venire voglia di scivolare sulla sedia e chiudere gli occhi. L’Aura ha gusto, e dal vivo ha quell’entusiasmo giovanile che trascina, emoziona e fa perdonare un po’ di inesperienza. Alla fine la Sala Studio esplode in una pioggia di applausi. Io esco chiedendomi come si fa a ventitre anni a cantare così…

P.s. La Sony BMG ha annunciato che nel 2008 L’aura dovrebbe presentare a San Remo un pezzo dal titolo ‘Basta!’. Voci di corridoio affermano che ci può essere una discreta probabilità che la canzone sarà cantata in duetto con il famoso cantautore inglese Mark Greenway…

Andrea Di Fabio

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