Lacuna Coil @ Circolo degli Artisti [Roma, 24/Ottobre/2011]

689

Chi di voi è stato anche una sola volta al Circolo degli Artisti sa bene che è impossibile vedere gente che a fine concerto è ancora con la giacca di pelle, ecco stavolta e successo. La recensione potrebbe finire qui. Però io non sono Ungaretti, quindi vi devo maggiori spiegazioni. I Lacuna Coil sono il massimo prodotto d’esportazione del panorama goth metal italiano, e hanno fatto dei numeri che non mi consentono di metterli in discussione. Ripartono da dove si erano fermati – ‘Our Truth’ singolo del 2007 con un grandissimo impatto del gorgheggio stile metal scandinavo di Cristina Scabbia – questo sarà il punto più alto della serata perché da lì in poi si farà largo la sensazione di estrema finzione e di mancanza di stile. Davvero poco nel mettere una montagna di roba registrata: cori (tanti), tastiere, ma anche altre chitarre (oltre le due che suonano sul palco), addirittura dei pezzi vengono aperti solo dalla base prima dell’attacco degli strumenti veri, e altre volte la base da sola finisce il pezzo anche sfumandolo! Poco stile nel provare a far muovere e cantare il pubblico con le chiacchiere invece che con la musica (almeno 6 volte ho sentito uno dei due cantanti dire “alzate le mani” alla stregua di un vocalist delle migliori discoteche di Riccione). Poco stile nel proporre strillatissima ‘Enjoy the Silence’ che non è più un elogio al silenzio con le parole (molto) non-necessarie ma diventa quasi un coro da stadio: “siete pronti dai che c’è l’ultimo ritornello”. Giuro l’ha detto! Insomma nonostante abbiano la Scabbia (ho sempre sognato fare sto gioco di parole, sono un cretino lo so) che tiene in piedi la baracca, danno l’impressione di essere ottimi per i grandi festival dove conta molto il gesto, la scenografia, l’headbanging con i capelli che ruotano rigorosamente in senso antiorario, la giacca di pelle rossa figa, mentre in un club con 300 persone perdono un po’ di credibilità. Poi sotto al palco c’è anche gente contenta, che magari è innamorata di Cristina o Andrea, o peggio è un americano in erasmus a Roma che viene al concerto della band italiana famosa a casa sua. 28 euro e 30 centesimi per un’ora e dieci poi fanno tanto effetto prendi i soldi e scappa. La scaletta è la stessa di due giorni fa a Milano (tranne che per gli ultimi 2 pezzi invertiti), due inediti, anche il merchandising più caro della media. Insomma per quel che ho visto li associo molto all’ambiente milanese impostor-alternativo pane e RockTv dei ragazzini con la foto di Pino Scotto sul comodino. Il rock, anche il metal, dovrebbe essere principalmente attacca e suona e non accendi il MacBook e suona sopra le basi registrate. Poi il fatto che dopo 70 minuti di concerto sul palco non fossero sudati, e sotto molti avessero ancora la giacca addosso è indicativo. Spero fortissimo di rivederli sotto un’altra luce l’anno prossimo, col disco fuori, e con più voglia di stasera. In apertura i Cayne, stessi suoni, stessa attitudine a mettersi in posa. Anche se sono sembrati meno freddi della band principale.

Giovanni Cerro

Setlist

Our truth
To the edge
I won’t tell you
I’m not afraid
Kill the light (inedito)
Fragments of faith
Heaven’s a lie
Daylight dancer
Wide awake
Without fear (Senza paura)
Swamped
Fragile
Enjoy the silence
Survive
Trip the darkness (inedito)
Spellbound

3 COMMENTS

  1. “un solo inedito del disco che porta il nome di questo tour”

    Intanto gli inediti sono due: trip the darkness e kill the light. Il tour si chiama darkness rising (visto che è l’anteprima di dark adrenaline che uscirà a gennaio).
    Al di là delle opinioni personali sul gruppo (io non c’ero e quindi non posso dire se hanno suonato bene o no) non sarebbe male informarsi prima di scrivere una recensione…

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here