Nicholas "Natty" Brooker (Spacemen 3) – RIP

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La storia nell’ombra di Natty Brooker. Da una cittadina vicino a Daventry. Carattere e personalità forti. Sopra le righe. Di fatto il primo batterista “ufficiale” degli Spacemen 3 (nell’embrionale formazione entra al posto dell’ex compagno di scuola Tim Morris). Suona in ‘Sound Of Confusion’ e appare nella raccolta di demo proprio di quell’album ‘Taking Drugs To Make Music To Take Drugs To’ del 1990.  Pete “Bassman” Bain ricorda: “For me Spacemen 3 began with Natty, even though the band existed before, Natty was just the guru. He was like Salvador Dali. I mean Natty was kind of what Ringo Starr was to The Beatles. Can you imagine The Beatles without Ringo Starr? Natty is and always will be a true artist. He was very much a true spirit, and a person who can only create. Natty’s tastes in literature and music erred toward the obscure which made him instantly akin to those collectors around him. His affection for Delta blues, soul and screwball antics of Captain Beefheart gave him an almost curatorial status among his friends. Much of his musical knowledge he passed on to Bassman, Sonic and Jason. Natty used to tape this radio show that played a lot of roots and blues music. He introduced me to John Lee Hooker, jazz and very early, pre-Stax, Staple Singers“.

Non era un musicista. Ma aveva ciò che Sonic e Jason cercavano. Rimediò un drum kit e cominciò a sviluppare ritmiche tribali ispirate al mai dimenticato Angus MacLise (primo batterista dei Velvet Undergorund, morto di tubercolosi in Nepal nel 1979, che non incise mai nulla con la band e per questo la sua figura appare ancor più misteriosa e leggendaria. Siamo nel 1965, dopo qualche apparizione live dell’anno successivo, Lou Reed è in ospedale con l’epatite, MacLise viene definitivamente sostituito da Maureen Tucker. MacLise era stato membro del teatro “Eternal Music” di La Monte Young proprio con John Cale oltre che con Tony Conrad, Marian Zazeela e Terry Riley. Dopo l’esperienza VU si dedicò alla sperimentazione, allo studio di Aleister Crowley, girando il mondo e trovando in Tibet il suo luogo ideale.)

Natty Brooker è inoltre responsabile dell’estetica sia degli S3 sia successivamente degli Spiritualized. E’ lui dunque ad introdurre Pete Kember e Jason Pierce al blues e al gospel (la radice della musica della band di Rugby). E’ lui a creare l’icona del diavolo e dell’angelo di ‘Lazer Guided Melodies’ primo album degli Spiritualized nonchè il tema riccorente del “3” di ‘Recurring’ degli S3. Ma forse pochi sanno che Natty Brooker era un malato terminale di cancro. Nicholas “Natty” Brooker non c’è più. Stroncato da quel male che non aveva più la forza di combattere. La notizia è stata data dalla Sonic Cathedral ed è già presente sul forum del sito degli Spiritualized.

But perhaps few know that Natty Brooker was terminally ill with cancer. Nicholas “Natty” Brooker is no more. Struck by the evil that he had not the strength to fight. The news was given by Sonic Cathedral and is already on the forum site Spiritualized.

Nel 2009 la sua opera è stata per la prima volta sdoganata in un’esposizione passata per Los Angeles, New York, Londra e Berlino. Il curatore della mostra è l’amico ed ex band-mate Will Carruthers, bassista che oltre agli Spacemen 3 ritroviamo con Spectrum, The Brian Jonestown Massacre e Freelovebabies, che per Brooker spende(va) queste parole: “Natty is a genius, pure and simple. His influence as an artist on the British music scene was far reaching. What many people don’t know is that Natty now has terminal cancer, so this will be the first and last time people will have the opportunity to see his amazing work as a collection. Often Brooker painted on wooden boards, plastic sheets, and other discarded objects with whatever was at hand; in biro, felt tip or leftover emulsion paint. Between the scavenged materials and extreme subject matter, Brooker’s work is peculiar, unsettling, humorous – and always tipping a wink to mortality”. Per non dimenticare.

ET

Guarda la reunion del 2010 (senza Pierce) volta proprio a raccogliere fondi per Brooker