La Notte – ‘La Notte’

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Immaginate un compendio ben confezionato e prodotto, con la sua morbida copertina color pastello, di tutto quanto prodotto dalle finite vie del rock in Italia dall’anno zero in poi. Al primo ascolto, l’impressione è che ne ‘La Notte’ si sia voluta realizzare una compilazione di quanto di buono i membri dell’omonima band hanno tratto e assunto per osmosi dai loro colleghi connazionali più o meno famosi, Verdena su tutti. Mossa scaltra e furbesca, si direbbe. Ma c’è di più in questo bel debutto edito per la Tirreno Dischi. Sì, perché i cinque toscani miscelano il tutto con intelligenza e perizia: non evitano il già sentito, ma lo volgono a proprio favore ridendo e scherzandoci su, in un gioco di rimandi e citazioni che, anziché produrre noia o irritazione, spinge a proseguire l’ascolto fino alla fine, e con un certo qual godimento. Le sapienti mani di Karim Qqru e Manuele Fusaroli in regia e produzione architettano per bene il piano e i La Notte fanno il resto, surfando tra i big muff delle strofe e le aperture alari dei ritornelli, che in alcuni frangenti strizzano sornionamente l’occhio a certa psichedelia dal sapore British. Il bluff ha funzionato alla grande: ora però si inizia a giocare sul serio. (Eugenio Zazzara)

Tirreno Dischi

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