La new wave retrò dei HNN (Hsilgne Nekorb Ni)

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A volte non riuscire ad aggiornare per mesi la playlist del proprio iphone o lettore mp3 è forse più un bene che un male e si è portati, un po’ per noia quanto per mancanza di valide alternative, ad ascoltare tracce a cui prima di allora non si era rivolta la benché minima attenzione. Ed è così – tra l’altro con strana coincidenza proprio con l’uscita del loro ultimo album –  che è emerso dai meandri di chissà quale antico download e dimenticata playlist una perla 100% parigina di synth-pop, minimal dark wave di pura qualità e compiuta genuinità tanto da rimarne spiazzati. Loro si chiamano HNN acronimo di Hsilgne Nekorb Ni (inverso di “In Broken English”, primo nome del gruppo) e in questa sede non parleremo certo dell’ultimo lavoro dall’artwork curioso e un sound interessante ma in fin dei conti troppo curato e raffinato per meritare l’appellativo di “minimal”. Quello che in realtà merita attenzione nonché ripetuto ascolto è un album del poi così non lontano 2011, dal titolo vagamente superbo – come solo i francesi hanno il coraggio di fare – di ‘Pièce Radiophonique’ (“Opera radiofonica”). Tra le best track in assoluto ‘Paris, 1924‘ di ampio respiro e bit futurista, ‘Mono‘ dagli accenti quasi orientali ad inizio pezzo e ritmo decisamente scarno e pulito nel prosieguo, ‘Iris‘ dove l’economia assoluta di strumenti fa da cornice ad una voce grave, affranta e priva di speranze, e in ultimo ma non per importanza quanto semplicemente perché proprio a chiusura di album la traccia strumentale ‘Pièce Radiophonique‘. Se da una parte il suono risulta magistralmente scarno e pulito ben più ricca e folta è invece la cerchia di artisti da cui HNN vengono influenzati ed non è difficile rintracciare nella loro musica avvisaglie di Depeche Mode, Giorgio Moroder, John Foxx, New Order, Philip Glass, Kraftwerk. Non meno ricco e interessante risulta poi tutto il concept che anima l’”artisco creare” degli Hnn: un agognato e ricercato retrofuturismo in continua lotta con l’“anacronismo sonoro” dei propri strumenti. Una tensione tuttavia benevola e positiva che conferisce ai toni e alle atmosfere di tutte le track di ‘Pièce Radiophonique’ una loro inequivocabile originalità. Diviene pertanto troppo riduttivo a questo punto parlare di un semplice synth, darkwave per gli HNN. Più adeguato forse utilizzare la non consueta definizione di new wave retrò, lanciata qualche tempo fa da un critico parigino proprio all’interno di un’intervista con Gregg Anthe (testa pensante del progetto di HNN). Trarre ispirazione dal modo in cui il sound del futuro è stato concepito e immaginato in passato cercando di realizzarlo oggi con strumenti il più possibile “sorpassati” è in sostanza l’obiettivo raggiunto della superba quanto gradevole ‘Pièce Radiophonique’.

Daniela Masella

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