La destrutturazione architettonica di Koudlam e i video stravaganti del suo amico Cyprien Gaillard

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Gwenael Navarro, alias Koudlam, è un giovinotto francese nato in Costa d’Avorio, classe 1979, architetto prima ancora che musicista, oggi domiciliato per una parte dell’anno in Messico e la restante a Paris. Di lui di certo non si può dire che sia tra le new entry nella hit musicale di questa piovosa quanto deprimente primavera parigina, ma un piccolo capolavoro di album come ‘Goodbye’, edito dalla francese Pan European Recording, nell’ormai lontano autunno 2009, non può in ogni caso passare inosservato e tanto peggio per chi ascolta solo musica di ultima uscita. Prima di tutto una panoramica, o meglio un ascolto generale.

Il disco, reperibile per intero su Deezer, ma facilmente anche su youtube, si rivela nel complesso come una composizione contraddittoria, potente, malsana, ma debole e mesta al tempo stesso, piena di opposizioni così ipnotiche quanto efficaci, al punto che ci si domanda fino a che punto siano state buttate lì per caso o studiate a tavolino e remixate sapientemente. I riferimenti sono vari e disparati: dalla new-wave elettronica di johnfoxxiana memoria, al rock minimalista dei Suicide, passando per l’ormai inevitabile contaminazione del nostro unico dio e profeta Ian Curtis, fino ai sintetizzatori dei Tangerine Dream, con un’ultima strizzata d’occhio all’onesto post-punk dei Public Limited Image (di cui una delle più riuscite riprese che si possa mai trovare in giro di ‘This is not a love song’). Se nell’insieme dunque è più o meno questo il contesto nel quale si possono piazzare le tonalità sonore dell’album, vincono in assoluto per destrutturazione e originalità quasi esotica le tracce ‘See you all’ e ‘Brother’.

Ma Koudlam è anche autore di altri meritevoli pezzi  tra cui ‘The New Order’, ‘Sunny Day’ e ‘Alcoholic’s Hymn’, che, sebbene non compaiano in ‘Goodbye’, sono stati comunque materializzati in successivi singoli e oggetto di non poche e accese discussioni, soprattutto in merito ai clip stravaganti con i quali sono stati divulgati nei canali tradizionali di condivisione di musica online. Uno tra tutti, il video di ‘The New Order’. Realizzato insieme al suo amico di sempre, fotografo e regista Cyprien Gaillard, in ‘The New Order’, l’ambience tipo è quella del “filmino amataroriale ripreso dalla finestra di casa con uno smartphone”, in cui è facile discernere un tizio completamente nudo – probabilmente sotto effetto di potenti sostanze allucinogene – che si aggira per il viale di un cortile, saltando sui tettini delle autovetture parcheggiate e attacando briga con i malcapitati passanti. Immagini reali e pertubanti, pescate a quanto pare dallo stesso Gaillard nello stream dei video virali russi e semplicemente private di audio per essere montate a puntino sulla musica di Koudlam. Trash o meno, buono o cattivo gusto, poco importa. Quello che importa è che la cosa funzioni e che sia in un modo o in un altro coerente con l’armonica destrutturazione di Koudlam e a quanto pare, l’esperimento sembra riuscito in pieno (guarda).

Daniela Masella

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