La cold wave sintetica d.o.p. viene da Bordeaux e si chiama Lonely Walk

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Bordeaux, ridente cittadina del sud-ovest della Francia, nota in tutto il mondo per la produzione dell’omonimo vino di gran qualità, richiama oggi attenzione ed entusiasmo anche per tutta una serie di piccoli gruppi cold wave, post-punk che dominano il sottobosco eletro-dark francese rivendicando a buon diritto la loro denominazione di origine protetta. Un esempio tra tutti i Lonely Walk. Con un primo album ufficiale, pubblicato in edizione limitata (300 copie), da una piccola label indipendente parigina (Satanic Royalty), lo scorso marzo ed intitolato misteriosamente ‘V.I.H.S.’ – una sorta di contrazione cinica tra l’acronimo VIH e VHS, un gioco di parole “limite, limite” come si direbbe in Francia –  i Lonely Walk presentano in sole 11 track, un lavoro variegato ed appagante quanto basta per soddisfare sia le orecchie di nuova generazione adepte a gruppi tipo The Horrors, che quelle più “mature” e nostalgiche di sonorità alla Warsaw, Jonh Carpenter o Umberto. Una rapida occhiata già solo ai titoli in album, reperibile per intero qui (apri), potrà dare un’idea più adeguata di quanto appena affermato: raffiche di punk aprono e si moltiplicano a dismisura rispetivamente sui pezzi ‘New Shit’ e ‘V.I.H.S.’, per poi abbandonarsi in uno shoegaze più decadente e depressivo di ‘Endless Time’, che si riprende nel dark wave euforico di ‘Halloween Sixteen’, passando per quello più oppressivo e ripetitivo di ‘We need a miracle’. ‘Terminator 13’ infine, conclude l’opera ricostruendo un paesaggio cupo e lunare come solo i primi Bauhaus sapevano fare. Un album in definitiva da ascoltare in cuffia, regolando bene il volume per ciascuna track e  in grado di raffreddare a perfezione queste torride giornate di agosto. Per conoscere meglio chi sono questi Lonely Walk invece, sarà sufficiente andare a sbirciare sul loro profilo tumblr, tenendo presente che Mikael Apollinaire voce e testa del gruppo, è in realtà un felice “galérien” come ama definirsi lui stesso, in disoccupazione da più di tre anni, che ha fatto del suo status di crisi professionale, il momento d’oro per lanciare progetti a carattere artistico multidisciplinare come il collettivo Iceberg: per la serie non tutti i mali vengono per nuocere e a volte è proprio nella crisi che emerge il meglio del genio creativo.

Daniela Masella

danielamasella@gmail.com

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