La Batteria @ Teatro Quirinetta [Roma, 21/Maggio/2016]

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La Batteria, band romana unita dalla passione per le colonne sonore e già all’attivo con l’omonimo album d’esordio, celebra e reinterpreta la colonna sonora di Duccio Mariano del cult generazionale “Amore Tossico” (1983) di Claudio Caligari. Davanti al Quirinetta un nutrito gruppo di “ragazzi adulti” di quelli che “Amore Tossico” se lo sono divorato da appena adolescenti, sta fumando l’ultima sigaretta prima di entrare. All’interno della sala un tappeto di persone curiosamente sedute a terra ha già occupato l’intera sala del teatro. L’atmosfera è elettrica e l’attesa un po’ dilungata prima dell’inizio del concerto non fa altro che aumentarne la bramosità. La prima parte del concerto è dedicata all’intera esecuzione di “Tossico Amore”. Le prime note dalle tastiere creano subito la giusta suspance introduttiva, basso e chitarra sono centrali e immobili sul palco come due possenti colonne, la batteria appena illuminata è ancora silenziosa. Sullo sfondo le immagini di una Roma notturna e distorta. Neanche il tempo di fotografare questa immagine che lo scenario e la musica cambiano repentinamente. Si susseguono varie situazioni: il pontile e la “posta vecchia” di Ostia, luoghi simbolo del film di Caligari, il lunapark, una smarrita corsa notturna. La musica e i visual sono perfettamente sincronizzati, suonano insieme, a tratti più lenti e morigerati, a tratti più ansiosi e sincopati. La musica rallenta e chiude la prima parte dello spettacolo, con tanto di titoli di coda. La seconda parte dell’esibizione è dedicata al primo album ‘La Batteria’ dove la ricercatezza del suono e il sapiente uso (soprattutto in sede di registrazione) di strumentazione vintage ha permesso di assemblare meravigliosamente un’opera di “musica per immagini”. Notevoli i brani ‘Chimera’, incedere lento e cauto, ‘Vice Versa’ e ‘Manifesto’, funk-groovy e polizieschi, a mio avviso tra i più rappresentativi dell’album. Impossibile sul finale riconoscere i suoni dei singoli strumenti: è un unico suono distorto e potente che fa tremare il pavimento per poi calmarsi e terminare in una lunga coda rallentata. Chapeau.

Melania Bisegna

Foto Lorenzo Greco

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