Kruder & Dorfmeister @ Villa Ada [Roma, 13/Luglio/2010]

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Villa Ada ha ospiti d’eccezione, (Peter) Kruder e (Richard) Dorfmeister, i due dj (e producers) austriaci simbolo della scena “downtempo” a partire dagli anni ’90 fino ad oggi, con quella che è stata una delle tappe del loro tour mondiale, con “The Anniversary Session”, per celebrare il 16esimo anniversario del loro sodalizio artistico. Insieme sul palco i due MC Earl Zinger e Ras T– Weed alle voci, che hanno cantato e “giocato” tra loro, mentre il videoartista Fritz Fitzke ha pensato ad animare gli schermi intorno. Quando sono arrivato ho creduto ingenuamente che si potesse godere il concerto seduti. Ma al loro ingresso la folla ormai in piedi ha impedito quella visuale. La coppia è però “inarrivabile”. Posizionata non su di un palco tradizionale, ma su uno più elevato, in fondo, coperta e incorniciata dagli schermi visual. Hanno cominciato alle 22 e 30 ed hanno suonato per due ore, senza interruzioni, mixando i loro pezzi migliori, da quelli più ambient e d’ascolto a quelli piu ballabili che hanno avvolto e coinvolto l’affollata platea. Molto attenti alla cura dei dettagli, creano con grande maestria atmosfere leggere, avvolgenti e raffinate, insieme alle sonorità elettroniche e ai ritmi incalzanti drum’n’bass, trip hop, funky, house, black e hip hop, oltre a mescolare anche jazz e reggae.

Hanno praticamente diviso il concerto in due sessioni, naturalmente mixate tra loro, dove nella prima abbiamo piu che altro ascoltato, mentre nella seconda ci siamo mossi parecchio grazie ai ritmi house e al sound che inevitabilmente obbligava e trascinava a ballare, o per lo meno a saltare. La folla ha anche festeggiato il compleanno di mister Dorfmeister, cantando in coro il rituale “tanti auguri”. Dopo l’ultimo pezzo escono rientrando subito dopo per chiudere con due cover: ‘Seven Nation Army’ dei White Stripes e ‘Let It Be’ dei Beatles. Un evento d’elite, fatto da due “signori della musica”, ricercati e raffinati, dallo stile sobrio e charme mitteleuropeo (sia a livello di immagine che di “sound appeal”), che hanno offerto e continueranno a fare, musica elettronica elegante e avvolgente, di indubbia qualità.

Cristiano De Vincenzi

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