Klimt 1918 + Spiritual Front + Jersey Line + Divenere @ Init [Roma, 17/Giugno/2009]

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Questa serata è innanzitutto per il Traffic. Per cercare di non dimenticare uno dei locali più importanti della capitale e sperare che riapra al più presto, magari nello stesso posto. Venendo al concerto ci sono offerti quattro gruppi dark wave per allietare l’estate che avanza come una lucertola. Il pubblico è folto ma a causa della torrida calura preferisce star fuori durante le prime band. E fa male perchè dentro c’è l’aria condizionata. Primi a salire sul palco i Divenere che nella breve tranche offerta hanno davvero dato prova di essere un gruppo, seppur giovane, di belle e gaudiose speranze. Sono un po’ copia carbone dei Klimt 1918 a dire il vero ma per ora gli perdoniamo il peccato veniale.

Poco da dire invece sui Jersey Line, il cui genere è più o meno lo stesso ma con scarsa incisività. Meglio bere una birretta fuori mentre si attendono gli Spiritual Front. Nel giardino c’è quello e c’è quell’altro, segno che il nome Klimt1918, headliner della serata, oramai è divenuto importante. Scorgiamo membri famigerati dei Belladonna, i Doomraiser e Cristiano Borchi di Rock Hard che cerca qualcuno a cui attaccare bottone. Purtroppo la vittima predestinata finirà per l’essere il buon Pinna dei Doomraiser, che bombardato da una mitraglia di parole, rinuncerà persino a vedersi il concerto.

Lasciato Pinna alle prese con una strana tanica di benzina, entro per gli Spiritual Front che stasera presentano un set acustico molto breve. Il cantante sembra, più che il leader di un gruppo dark, Johnny Cash con tanto di chitarra, ciuffo e microfono tipici del “Man in Black”. Anche l’altro chitarrista si presenta con un cappello a falde larghe molto western. Un set, il loro, davvero esssenziale, forse 5 o 6 brani, ma non male, le canzoni hanno comunque una veste accattivante e dimostrano tutta la classe di una band che in Europa, specialmente in Germania è stimatissima. Le gag invece non funzionano. Anzi irritano.

Mentre arriva anche la nerd più nerd di Nerds Attack!, la Colli Chiara, ecco i più attesi della serata, i Klimt1918 (non 1932!) che dopo tre splendidi dischi qui a Roma sono delle piccole star e fa piacere perchè sono dei ragazzi umili, semplici e che, cosa più importante sanno scrivere grandi canzoni. Veniamo al concerto. E’ stato uno dei concerti più fiacchi a cui ho assistito da mesi a questa parte. Mi spiace troppo dirlo, ero venuto qui con tutt’altro entusiasmo ma niente da fare. Forse sarà stato il cado che sentivano sul palco, cosa ribadita più volte dal cantante, ma la voce veniva fuori stanca e appesantita ma sopratutto i brani perdono moltisismo dell’appeal che hanno in studio. Incapaci di riprodurre quel suono i Klimt assomigliano quasi a una delle tante band “normali”. Conoscendo il materiale molto bene, sono riusciti anche a strapparmi qualche applauso ma davvero l’impressione era quello di “finiamola al più presto che qui non si respira e andiamocene a bere una birra”. Peccato. Viva il Traffic.

Dante Natale

8 COMMENTS

  1. sei sicuro di averli ascoltati i jersey line?
    altrimenti proprio non capisco come fai a definirli simili ai divenere ed oltretutto dotati di scarsa incisività.
    boh.

  2. dire che sono dotati di scarsa incisività è un’opinione, ma definirli dark-wave e simili ai divenere no. senza offesa eh

  3. “più o meno lo stesso genere”. Poi per me possono pure fare cha cha cha. Sempre noia mi han procurato.
    L’enigma del genere ve lo lascio volentieri.

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