Klaxon @ Init [Roma, 3/Ottobre/2009]

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Chi è amante del punk rock puro, e ancora meglio, del “punk de roma”, sa cos’è la scena capitolina e come si è sviluppata negli anni. Che dire quindi? I Klaxon sono una leggenda! Hanno rappresentato l’espressione musicale perfetta del punk cantato in italiano, punk che sfrutta la potenza delle idee e non la complessità o la ricerca di innovazioni musicali. A Londra e in America molti gruppi che hanno fatto lo stesso, ora sono leggende mondiali.  Attivi dal 1979 sono tornati quest’anno in campo con l’album ‘Brutti, Sporchi E Cattivi’ (anticipato dal singolo ‘È Tutto Loro Quello Che Luccica’) dopo un lungo periodo di pausa.

L’Init al mio arrivo si sta preparando alla serata. Ancora non c’è molta gente, ma riesco a scorgere visi noti: Fabrizio Ferraro e Andrea Morelli, batterista e bassista del gruppo parlano seduti ad un tavolo. C’è Sigaro della Banda Bassotti, ci sono i Prisoners e c’è Gianlorenzo dei Pinta Facile. Dentro c’è la musica dei Clash, gruppo al quale i Klaxon si ispirano quasi programmaticamente: nell’ultimo album c’è una canzona dedicata a Joe Strummer ‘Lettera Per Joe’ e la loro “hit di punta” è un brano dal titolo ‘100celle City Rockers’. Per non parlare poi delle frequenti cover proposte durante i loro concerti. Così ecco che tra una birra e l’altra, si aprono le danze all’interno della sala. Cominciano con il nuovo singolo e continuano con la triade di brani dell’ultimo album, quindi ‘Canzone Retorica’ e ‘Basso/Chitarra/Batteria’. Poi ci si inizia a scaldare con ‘Anfibio E Cresta’, pezzo dalla classica struttura punk-hardcore. Propongono la poesia di Pasolini ‘Alla Mia Nazione’ in chiave punk, passano per ‘Arde-core’ e arrivano alla cover di ‘I’m So Bored With The U.S.A.’. Il pubblico in questa prima parte di concerto non si scalda molto, se non in alcuni brevi momenti. Ma è con la pausa che le cose cambiano: i quattro infatti sembrano chiudere la “promozione dell’album” per proporre i pezzi che hanno da sempre appassionato i ribelli di Roma (e non solo).

Allora ricominciano con ‘100 Celle City Rockers’, ‘Supermarket Noia’, ‘Libero’ e un’altra cover dei Clash: ‘I Fought The Law’. Poi, quando tutto sembra finito, quando ormai la sala si è trasformata in un fiero e passionale campo di battaglia e alcuni si apprestano ad uscire, ancora non si è raggiunto l’apice. All’appello dei brani proposti manca infatti la splendida ‘Come Voi’, un brano impossibile da tralasciare, poiché rivolto direttamente al pubblico. E così, al loro ritorno, si scatena l’inferno. La soddisfazione è molta, di concerti così ce ne vogliono. Fuori si chiacchiera con un’altra birra: “Hanno un suono così compatto…”, “Quando hanno suonato i vecchi pezzi me so fomentato”. È vero quindi, i nuovi brani non hanno convinto molto il pubblico. Ma rimane il fatto che un gruppo attivo da trent’anni con un attitudine come questa oggi è qualcosa di raro e di bello da vedere: un onore.

Marco Casciani