Kevin Blechdom @ Init [Roma, 11/Settembre/2009]

1250

Arriviamo all’Init con colpevole anticipo (anche se sarebbe meglio parlare di colpevole ritardo dei concerti), facciamo in tempo quindi a prenderci una birra con calma, ad annoiarci e quasi ad assopirci. In sala prima dei concerti viene proiettato un documentario sul terremoto in Abruzzo e per un attimo mi sento di essere tornato a far parte di un barlume di società civile. La sensazione svanisce quando iniziano a suonare le Catering. L’amico metallaro se ne è già andato a dormire sconfitto dal torpore e dalla sonnolenza, l’amico omicida seriale invece è lì con me e vorrebbe fare a pezzi queste quattro ragazze romane. Ma io che sono più buono le salvo. L’idea di fare synth-pop stralunato non sarà originalissima, ma rimane comunque un’idea e quindi come tale è apprezzabile. Ciò che non è apprezzabile è il risultato finale di questa idea, indipendentemente dai vari problemi che hanno avuto con gli strumenti. Qua e là compaiono spunti validi sia nei suoni che nei ritmi semplici ma ballabili (non proprio tutto è da buttare), ma non vengono sfruttati a dovere, le melodie poi sono quasi assenti (e quando compaiono sono catatoniche o sgraziate) e l’effetto generale è più noioso che altro. Il verso “vermi intestinali ci attraversano” è poi emblematico nella sua ingenua bruttezza (avevo scritto che le salvavo? bè, mi sbagliavo).

Tocca ora finalmente a Kevin Blechdom da San Francisco, unico vero motivo per cui sono lì, memore della formidabile esibizione del gennaio 2006 al Forte Prenestino al termine della quale si denudò e si spalmò il corpo di frattaglie sanguinolente nel finale più teneramente violento e malsanamente amorevole che abbia mai visto. Kevin però ora non fa più questi numeri. Si presenta sul palco vestita a mo’ di contadina russa, accompagnata da uno spilungone in tuta aderente e calze a rete alle percussioni elettroniche, si mette le scarpe e inizia a suonare il piano presentando il nuovo lavoro in studio ‘Gentlemania’. La sua musica è ancora più di prima un compendio schizofrenico di generi e di stili, dalla tradizione folk fino al punkabaret espressionista, passando per madrigali medievali, filastrocche, musica contemporanea e industrial elettronico. La parola d’ordine sembra essere “spiazzare” a tutti i costi, nulla è prevedibile, ci si domanda continuamente “e adesso cosa diavolo farà?”. La confusione dell’ascoltatore è aumentata anche dalla sottile angoscia cha pervade anche le esibizioni più ilari e dissacratorie. Di sicuro non è roba che lascia indifferenti, anche se molte persone abbandonano la sala prima della fine, più che altro a causa dell’ora tarda. Kevin Blechdom, oltre ad essere un’artista folle e geniale è anche una musicista e una cantante coi controcazzi, e riesce con intelligenza a esaltare queste qualità attraverso il sapiente uso dell’elettronica. Un esempio per tutti è la divertentissima cover di ‘Amerika’ dei Rammstein (sdrammatizzata genialmente poi dal successivo balletto bluegrass) in cui la sua voce, grazie agli effetti, diventa addirittura più cavernosa di quella di Till Lindemann. Lo stesso dicasi per l’altra nota cover proposta, ‘Going Under’, gran bella presa per il culo di quel gruppo di merda degli Evanescence. Il bis invece è un piccolo gioiello di opera rock a sé stante della durata di circa dieci minuti. Ma ormai sono quasi le 3 di notte e ho molto sonno anche io.

Daniele Gherardi

10 COMMENTS

  1. il verso del pezzo delle catering che citi è il mio preferito, proprio perchè brut. Al tuo amico metallaro piacerebbe sicuramente come i testi dei cannibal corpse.Melodie sgraziate? beh da paura: non mi risulta che i Pil o le kiiii facciano melodie ascoltabili, quindi c’è un cortocircuito in quello che dici, anche perchè di sinth pop stralunato femminile a Roma non ne vedo.
    in quanto alla Blechdom: “Di sicuro non è roba che lascia indifferenti, anche se molte persone abbandonano la sala prima della fine, più che altro a causa dell’ora tarda.” No ,piu’ che altro ci aveva rotto il cazzo co sta schizofrenia sonora da due soldi.Peccato perchè lei è una delle mie preferite.

  2. non era polemica ragazzi, ma semplice constatazione.
    che belle immagini, cmq. si, sono commosso. Commuoviti pure tu, Gherardi della Gherardesca..

  3. Questo video o gruppo potrebbe contenere materiale inappropriato per alcuni utenti, come segnalato dalla community di YouTube.

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here