KBN + Fumisterie + Pekisch @ Init [Roma, 1/Giugno/2003]

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Mentre una parte dell’audience romana è convogliata al Palacisalfa, ad assistere alla prima venuta degli White Stripes, la domenica vigilia di festa ci propone fortunatamente anche un appuntamento con la musica italiana organizzato dal coordinamento di band indipendenti Polyester. L’afosa serata viene smorzata dall’ormai accogliente Init, divenuto importante punto di riferimento per la musica underground che per l’occasione apre le porte ai romani KBN (già visti di supporto ai Three Second Kiss) Fumisterie ed ai milanesi Pekisch. Gli avventori assisteranno a circa un’ora e mezza di set diviso equamente per i tre gruppi, a causa delle solite beghe sul “rumore” musicale che renderebbe insonne persone in abitazioni lontane anni luce dal locale! Superata la rabbia di una situazione che nella capitale assume contorni tra il ridicolo ed il malinconico, partono a spron battuto i KBN che da subito sembrano molto più compatti rispetto all’ultima uscita che li aveva visti penalizzati anche nel “volume” del loro suono, così il quartetto guidato da Maurizio Proculo può riversare taglienti angolature metalliche presenti nel loro album autoprodotto ‘Brain’. Le congiunture con l’hardcore di matrice USA ci sono tutte, ma la potenza che fuoriesce dalla perfetta sintonia dei nostri, appartengono alla bravura dei singoli e pezzi come ‘N.P.’ e ‘Snork’ possono considerarsi ormai dei veri cavalli di battaglia della formazione capitolina. Batteria incessante, basso a penetrare come un bisturi chirurgico e quell’alternanza alla sei corde rende il breve set, un happening folgorante che paralizza e ci prepara alle melodie indie pop dei Fumisterie. Forti di un album bellissimo e strordinariamente concepito (‘Scandalo Negli Abissi’) uscito lo scorso Febbraio e figlio di una meritoria autoproduzione, i quattro ragazzi stupiscono per come riescono (meglio addirittura che sul solco digitale) a proporre le loro soffuse e diluite linee melodiche che fanno di brani come ‘Sono’, ‘Meridionale’ e ‘L’anima E’ Un Giocattolo’ autentici potenziali singoli da air play radiofonica. Marco Sutera (autore, cantante e chitarrista) è il fulcro catalizzatore dei Fumisterie, con la sua voce leggera e sognante tratteggia le armonie dell’anima, tra mutamenti malinconici e vagheggiamenti poetici, dove a parlare è quell’universo (abissi) fatto di piccoli grandi silenzi. Come per i compagni di scuderia KBN, anche per il giovane quartetto un breve show che rimane a lungo nella mente e non ci fa godere appieno l’inizio del set dei lombardi Pekisch. Un’altra line-up di quattro elementi, devota ad un certo chitarrismo caro ai Marlene Kuntz, con un cantante bravo a teatralizzare le sue interpretazioni e ovattando a volte una certa ripetitività nel songwriting, che dovrà sicuramente essere riveduto per poter meglio essere amalgamato alla indubbia potenza che scaturisce dagli ampli della band. La serata volge al termine, quando a ridosso dell’una di notte, quella fastidiosa afa ha lasciato ormai il posto ad un’insidiosa brezza che ci accompagna al meritato riposo.

Emanuele Tamagnini

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