Karma To Burn @ Sinister Noise Club [Roma, 23/Novembre/2009]

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Il 22 febbraio 1997 l’autorevole magazine britannico KERRANG! definiva l’omonimo debutto dei Karma To Burn con le seguenti parole: “THIS IS not an album. It’s the sound of a mudslide flattening your house and carrying your car away to the next county. It’s a thunderous, black-hearted anthology of 12 of the most suffocatingly immense riffs ever recorded, plus a cover of Joy Division’s ’24 Hours’. One day, when they’ve run out of everything else, the Acme Corporation – or whoever it is that does these things – will put out a compilation called The Heaviest, Sludgiest, Stoner Rock Album In The World… Ever!’. And on it, next to Sabbath, Cathedral, Trouble, Kyuss, Monster Magnet et al, will be a band called Karma To Burn”. In breve: “questo è il suono di una valanga di fango che trascina la tua casa e la tua macchina fino alla prossima contea. È una collezione dei più soffocanti e oscuri riff mai registrata…”. Nel 1999 e 2001 pubblicheranno ‘Wild Wonderful Purgatory’ e ‘Almost Heaten’, senza il cantante imposto dalla casa discografica per la prima uscita, poco dopo lo split ci privava di una delle più intense originali band degli anni novanta. Il gruppo che si riforma nei primi mesi del 2009, vede la formazione di ‘Almost Heaten’ al completo: Rich Mullins (Year Long Disaster) al basso, Rob Oswald (Nebula) alla batteria e Will Mecum (Treasure Cat), unico membro ad apparire sui tutti e tre gli album, alla chitarra.

Gli scenari torridi di pura potenza allo stato brado si materializzano nella sala del Sinister Noise ad un orario finalmente accettabile. Non c’è bisogno di aspettare, il pubblico c’è, ed è in visibilio quando il breve intro di ‘Eight’ (presente sia sul primo immenso lavoro che sul successivo ‘WWP’) evolve in un riff devastante. Will muove la testa a scatti per accompagnare la furia della sua chitarra, è lui che detta i ritmi del gruppo con una sequenza di riff impressionante. Un animale selvaggio che maltratta una Les Paul priva di artifizi, solo Marshall a manetta e un furore Punk senza precedenti. Rob lo abbiamo ammirato lo scorso anno dietro le pelli dei Nebula sempre qui al Sinister; per chi scrive, ci troviamo davanti all’essenza di un drummer, pochi pezzi e suonati da dio! Un campanaccio ben in vista e tanta precisione, qualità essenziale in un contesto come questo dove il minimo errore maderebbe fuori ritmo l’intero gruppo. Rich Mullins è l’unico ad avere una strumentazione particolarmente arricchita da effetti, il suo basso emette ululati distorti più simili alle sonorità di una chitarra che al solito statico dun, dun, dun. Un muro di suono.

Il concerto scorre via piacevole, l’acustica è buona, ottima dal punto centrale da cui assisto alla performance. Il pubblico, asfaltato da tanta furia (muta), osserva attento, l’unico momento di “movimento”, un timido pogo a fine concerto. Simpatico il siparietto quando Will si avvicina al microfono per presentare il gruppo: il microfono è spento! Me la rido sotto i baffi, in fondo a che serve un microfono ai Karma To Burn avrà pensato il fonico, il volume si alza quel tanto sufficiente per permettere di sentire qualcosa. Poi un paio di brani nuovi meno incisivi rispetto alla vecchia produzione e la chiusura affidata al singolo ‘Twenty’ (vi prego guardatevi il video) con un pubblico attentissimo a gridare a gran voce: tequila, proprio come nella versione originale del brano, sono picevolmente sorpreso. I tre musicisti del West Virginia rietrano e ci regalano gli ultimi tre brani, una band in (gran) forma non adatta ai deboli di cuore. Sul banchetto merch. In ordine sparso: adesivi, patch, vinili, magliette sataniche, il doppio cd di recente uscita ‘Live In London & Chasing the Dragon’ e il nuovissimo DVD live.

Alessandro Bonini