Karenn + Mano Le Tough + Shifted @ Warehouse [Roma, 11/Ottobre/2014]

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Con gli occhi e le orecchie devastati dall’esibizione degli Swans al Circolo degli Artisti (ammetto candidamente l’uso dei tappi, questa volta), muoviamo verso la Warehouse dove Rebel Rebel e Resistance Is Techno hanno nuovamente unito le proprie forze per un opening party di alto livello e dall’ottimo numero di presenze. Un trittico imperdibile, quello composto da Karenn, Mano Le Tough e Shifted, per una stagione che si preannuncia scoppiettante. A dare il via alle danze, al solito, ci pensano Zerø e gli Asymptote rispettivamente sul Rebel Rebel Stage e sul Resistance Stage. Si passa con disinvoltura e soddisfazione da un palco all’altro fino all’arrivo di Karenn. Il duo, composto da Blawan e Pariah, è da alcuni anni sulla bocca di tutti gli appassionati della techno grazie ai pregevoli lavori della serie ‘Sheworks’ (il sesto è uscito lunedì scorso) nonché ad alcuni azzeccati, stupefacenti remix, tra cui in primis quello per ‘Collider’ di Jon Hopkins. Il live si protrae per una cospicua ora in cui non c’è spazio per pause e rallentamenti: si martella duri e costanti come fabbri. Il tempo di rifiatare è pressoché inesistente, la cassa percuote i nostri timpani con precisione chirurgica e assassina e, quand’anche i due sembrino dare l’illusione di stemperare i ritmi, c’è sempre una nuova, puntuale iniezione tellurica a esaltare la pista. Apparentemente greve, impietosamente distruttiva, la techno arrogante del progetto Karenn è tra le sonorità di cui l’elettronica UK può vantarsi con più orgoglio in quest’ultimo lustro.

Con il dj-set di Shifted la sostanza musicale cambia poco: techno martellante e tonificante, con un pizzico di raziocinio in più e istinti omicidi più sopiti rispetto ai colleghi Blawan e Pariah. Se mai, a distinguersi è l’approccio dell’artista inglese – di stanza a Kreuzberg – rispetto a quanto fatto ascoltare in ‘Crossed Paths’ e ‘Under A Single Banner’. Dove su disco vi è una importante componente sperimentale di ispirazione industrial, in dj-set invece Shifted riduce all’osso le sovrastrutture del proprio suono, badando a plasmare un flusso techno incisivo e al contempo gustoso. Sul Rebel Rebel Stage Niall Mannion aka Mano Le Tough regala al contrario suoni più solari e ariosi in un efficace Bignami house. Ritmi incalzanti che si aprono in momenti di incantata eccitazione, un avvolgente mix di melodie che rapisce i movimenti senza perdersi mai in inutili orpelli, deciso nei ritmi e giocoso nelle scelte sonore. Un set brioso e fresco che acclara il talento cristallino dell’irlandese di stanza a Berlino.

Livio Ghilardi

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