Kaki King @ Circolo degli Artisti [Roma, 17/Luglio/2010]

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Per le strade e nelle metropolitane. E’ così che comincia a farsi conoscere la giovane newyorchese Kaki King. Realizza il suo primo demo, la “Knitting Factory” si accorge di lei e nel 2003 pubblica il suo primo album ‘Everybody Loves You’. Visto il successo riscontrato dalla critica, che la definisce una delle artiste più interessanti degli ultimi anni, comincia la sua ascesa. Apre i concerti di artisti come Marianne Faithfull, David Byrne e molti altri, collabora con i Foo Fighters, con Sean Penn per la colonna sonora di “Into the wild” (2007). Sul palco del Circolo degli artisti entra alle 22 e 30. E’ da sola, ma viene accompagnata per alcuni brani da un suo collaboratore, con flauto elettronico. Diversi sono i pezzi strumentali, da ‘Daysleeper’ composta da tre movimenti, suonata con la slide-guitar, con la quale inizia e finisce il concerto, portandoci in un’atmosfera rarefatta con note sbilenche, loop percussivi e cupi effetti sonori; passa per la lunga (10 min ca), tenue e suadente, ‘You don’t have to be afraid’, fatta di note un po’ stranianti e falsetti di voce; la tiepida e teporosa ballata ‘Life Being What It Is’; il dolce e conciliatorio arpeggio di ‘Doing The Wrong Thing’, quello piu veloce e concitato di ‘Sad American’. La maggior parte dei pezzi li esegue in grande virtuosismo, con la sua O-v-a-t-i-o-n  A-d-a-m-a-s 1581-kk, accordando la chitarra direttamente sul palco, come se fosse a casa sua. Il suo è un modo originale di suonare la chitarra, con il suo approccio percussivo “a due mani”, fortemente incentrato sulle risonanze. Crea un’atmosfera sognante e teporosa con una voce dal timbro caldo e suadente. Il suo è un talento naturale, istintivo ed emotivo, slegato da qualunque ipotetico genere. Apprezzatissima dal pubblico, dopo i brani eseguiti non concede nessun bis, ma nessuno se ne lamenta. Ci sono i suoi cd in vendita e si fa la fila per acqiustarli.

Cristiano De Vincenzi

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