Kaiser Chiefs @ Alcatraz [Milano, 5/Febbraio/2009]

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La prima settimana di Febbraio vede Milano particolarmente triste, e non solo perchè funestata da condizioni metereologiche a dir poco tragiche. Acqua, neve, freddo e ancora acqua. Solo una scossa è stata in grado di far uscire di casa giovedì sera un migliaio di milanesi, e la scossa in questione risponde al nome di Kaiser Chiefs.

Ci sono anche io a rendere omaggio alla band di Leeds, nonostante l’acqua, nonostante nell’aria si respiri ancora la presenza dei fratellini Gallagher che tre giorni prima hanno infiammato il Forum e nonostante i supporter, i Dananananaykroys, sono solo un immagine nelle nostre menti, bloccati da un guasto al tour bus in Francia. Che fare per scaldare i presenti in una serata ben lontana dall’essere una data sold out? Semplice, si chiamano due membri della crew sul palco e gli si lascia cantare due classici dei Beatles, ed il successo è inaspettatamente assicurato.

Tensione ormai sciolta quando alle 21,35 salgono sul palco i nostri di Leeds e affidano a ‘Spanish Metal’ l’inizio dello spettacolo. Tre album e un numero imprecisato di scatenati live show, i Kaiser Chiefs non sono solo una delle realtà della scena brit più rappresentativa e seguita. Ricky Wilson e compagni sono un modo di vivere la musica indie, mi riferisco a quella più party, a quella scanzonata, a quella che ti fa uscire di casa con l’acqua fino alle ginocchia solo per ballare per più di un ora, di quella che ancora una volta quando le luci si spegneranno ti farà dire: “ne è valsa la pena”. Ne è valsa la pena per la sempre meravigliosa ‘Everyday I Love You Less and Less’, ne è valsa la pena per vedere l’Alcatraz cantare a squarciagola ogni e sottolineo ogni ritornello della set list, ma soprattutto ne è valsa la pena per vedere una delle migliori live band di ultima generazione. Perchè il biondo cantante, oggi davvero in forma, ci crede davvero in quello fa e non si risparmia di certo al pubblico italiano saltando, abbracciando e correndo tra la folla.

Oltre alle chicche del passato, su tutte in particolare quelle del primo album strappano il maggiore entusiasmo da ‘Modern Way’ a ‘I Predict A Riot’ fino a passare alla celeberrima ‘Ruby’ tratta invece da ‘The Angry Mob’, questa sera è anche la presentazione ufficiale del loro terzo lavoro in studio ‘Off With Their Heads’, dove si confermare la tendenza al divertimento esplosivo con ‘Never Miss A Beat’, mentre lascia un  po’ indifferente ‘Good Days Are Bad Days’, ultimo singolo estratto. Pochi minuti per riprendere il fiato e si riprende con ‘Tomato in The Rain’, mai canzone fu così azzecata, ‘Can’t Say What I Mean’ e finale come da copione con ‘Oh My God’ dove le parole finali vengono ripetute ad oltranza per quasi cinque minuti, da tutti, con forza, con energia e passione, e capisci che non potrà mai esistere un finale migliore di questo.

Se alle 23 passate da poco del 5 febbraio 2009 sembrerà eccessivo decretare l’unica data italiana dei Kaiser Chiefs come uno dei migliori concerti dell’anno non c’è da scandalizarsi, Wilson e compagni hanno stregato e conquistato ogni animo e ogni muscolo presente, sapendo divertire e divertendosi come dei pazzi. E’ davvero così scontanto per una rock band?

Eleonora Merlini