Juveniles: il french touch all’epoca del web 2.0

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Oggi la Francia in termini di musica manca sempre di più di belle parole e grandi idee, ma resta di fatto il paese ad avere i migliori gruppi electropop ed a tenere dignitosamente testa al lascito della tradizione french touch, adeguandosi ai ritmi del web 2.0 e lanciando su internet centinaia di piccoli-medio progetti destinati ad avere una più ampia notorietà a seconda delle visualizzazioni e dello “sharing” che ne verrà fatto sui social network. Sarà questa molto probabilmente la sorte che toccherà anche ai Juveniles, duo di Rennes, che esordisce proprio in questa stranamente assolata estate parigina, con un album omonimo, prodotto niente di meno che dalla Universal Music e registrato negli studi di Yuksek, altro musicista francese che rientra proprio nei casi di cui prima e ben apprezzato più all’estero che in patria. I Juveniles cantano in inglese e questo già offre possibilità di un raggio di ricezione più esteso, ma delle 11 tracks in album, ed è bene precisarlo sin dall’inizio, nessuna da prova della benché minima originalità sia dal punto di vista melodico che concettuale. I rimandi più diretti sono ai Metronomy (che tanto bene avevano funzionato la scorsa estate con la loro ‘The Bay’), i Phoenix, e tutti quei gruppettini sulla scia synthpop che ne vengono a seguire. Ma allora perché concedere ai Juveniles la premura di più di qualche minuto di attenzione? Perché nonostante tutto, i due di Rennes riescono a trasformare ogni brano del loro album in un vero e proprio gioiello new-wave, i cui ritornelli tra disincanto e spensieratezza, entrano in testa restandoci per più di qualche giorno ed i cui video – che sembrano prodotti per una rubrica di Vogue France – suscitano inevitabilmente curiosità fino all’ultimo fotogramma. Ne è un esempio la clip di ‘Fantasy‘, dove ci si imbatte in tutte quegli elementi necessari per “restare a guardare” veramente fino alla fine: ambientazione in una lussuosa villa nel countryside francese, immagini nitide con accentuazione su solo alcuni colori degli abiti e della tappezzeria, scenari equivoci, assurdità snob. Segue ‘Strangers‘, dove un ritmato molto più allegro, conduce in un mondo surreale fatto di bianco e di ironica illogicità . Meno originale infine il video di ‘We are young‘, ma che per un gruppo che si fa chiamare Juveniles non può che rappresentare la best track in album e la loro canzone manifesto. Insomma che estate sia e che i gruppettini spensierati-chic la facciano da padrone.

Daniela Masella

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