Juliette Lewis & The New Romantiques @ Alpheus [Roma, 9/Giugno/2009]

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Juliette Lewis, ovvero la donna più rock’n’roll di questo momento secondo molti. Dopo lo scioglimento dei The Licks ha tirato su questo nuovo progetto chiamato New Romantiques per continuare a proporre la sua musica in giro per il mondo. Come molti sanno lei nasce come attrice (“Natural Born Killers”, “From Dusk Till Dawn”, “Strange Days” sono solo alcuni dei suoi film), ma quando sale su un palco è scatenata al punto da sembrare un Iggy Pop al femminile. Coinvolge il pubblico come pochi artisti sanno fare e grazie alla plasmabile voce riesce ad alternare pezzi spinti al limite del punk a ballate lente e introspettive. È proprio l’introspezione infatti che si colloca alle fondamenta di questa nuova band, la quale, rispetto alla precedente che aveva una base quasi hard rock, sembra offrire una musicalità post punk, dai toni più cupi e semplificata negli arrangiamenti delle canzoni, influenzata sicuramente dall’indie americano più recente.

Stasera lei e i New Romantiques sale sul palco dell’Alpheus a Roma per conquistare tutti quei fan che se la ricordano non al massimo nel verde di Villa Ada circa due anni fa. Il locale non si può definire stracolmo ma già dalle 22 molti prendono posto nelle prime file. Personalmente c’è anche la curiosità di vederla esibirsi in un contesto come questo, ovvero un piccolo locale e non uno spazio aperto come sono stati in passato l’Idroscalo di Milano o Villa Ada a Roma.

Passata una mezzoretta si spengono le luci ed entrano i vari componenti della band. Per ultima entra lei, Juliette, tra le urla del pubblico (è strano vedere l’effetto che fa a molti uomini: è sensuale e folle, è potente ma dagli occhi dolci… “forse sta prendendo tutti in giro” è quello che mi chiedo ogni tanto, ma la sua bravura e la bellezza dei suoi pezzi sono elementi indiscutibili). Il primo brano è nuovo, tratto dall’ultimo album ‘Terra Incognita’: a parte qualche sottile differenza nei suoni sembra uno dei suoi classici pezzi, niente di sconvolgente. Segue ‘Sticky Honey’, un brano conosciuto che comincia a far riscaldare il pubblico che, bisogna ammetterlo, si è presentato molto più calmo rispetto ai precedenti live. Se da un lato sono mancati il pogo e lo scatenamento – che a mio avviso rendono un concerto molto più bello e coinvolgente – dall’altro non c’è stato il solito “Ollelle’! Ollala’!” rivolto alla gentile signorina, che fa distinguere i maschi romani da quelli di tutto il mondo. I brani proposti sono molti, e il concerto dura circa un’ora e mezza. Sempre presenti i classici come ‘Hot Kiss’ e ‘Got Love To Kill’ sui quali si è mostrata veramente scatenata. Molto buoni invece i pezzi nuovi dai toni più introspettivi, che hanno colpito soprattutto per il passare da momenti caratterizzati da una voce quasi “piangente” alla Bjork, a esplosioni distorte e più hard rock. Mi riferisco specialmente a ‘Suicide Dive Bombers’ che chiude l’esibizione. Un pezzo che ha tutte le potenzialità per diventare un singolo di successo, una canzone veramente molto bella, scritta dalla Lewis durante un faticoso periodo in tour con i Licks. A fine concerto sembrano tutti molto soddisfatti, alcuni vogliono tentare di entrare nel backstage e farsi una chiacchierata con la folle Juliette, altri sono semplicemente riusciti ad accaparrarsi la scaletta. Fuori invece si sta bene, una bella serata per rimanere in giro e godersi la tranquillità dei giorni lavorativi.

Marco Casciani