José González @ Villa Ada [Roma, 27/Giugno/2015]

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La luna è alta nel cielo di Roma e in tanti sono accorsi al secondo appuntamento della rassegna Villa Ada Incontra Il Mondo. Nonostante le difficoltà in avvio, dati d’affluenza alla mano il secondo parco più grande della Capitale si sta confermando la location concertistica preferita dai romani per questa prima tranche estiva. Sul palco, accompagnato da quattro musicisti, si esibisce José González, lo svedese meno scandinavo di sempre all’anagrafe (i suoi genitori sono argentini). Il suo terzo album ‘Vestiges & Claws’, pubblicato a febbraio, giunge a distanza di ben otto anni dal precedente ‘Our Nature’: un lungo lasso di tempo nel quale, però, il cantautore si è prodigato artisticamente con i suoi Junip e con innumerevoli collaborazioni e partecipazioni a colonne sonore (vedasi ‘The Secret Life Of Walter Mitty’ con ‘Stay Alive’, meraviglioso pezzo incredibilmente assente all’interno della scaletta). Lo svedese propone proprio alcuni estratti del nuovo disco nella prima parte dello spettacolo – ‘What Will’ è a dir poco eccelsa – alternandoli a pezzi originali tratti dai lavori più datati e, come da sua cifra stilistica, a molte delle incredibili reinterpretazioni che lo hanno reso celebre. Se c’è una peculiarità nell’epopea artistica di González, infatti, è proprio quella di essere arrivato al successo con una cospicua serie di cover, senza essere per questo mai tacciato di mancanza di creatività. Con una voce così intensa e magica, d’altronde, ha dimostrato di potersi permettere praticamente tutto. Le reinterpretazioni stesse, poi, acquisiscono sempre una valenza del tutto inedita, affiancandosi degnamente ai brani originali (nel caso di ‘Hand On Your Heart’ di Kylie Minogue, anche superandoli). ‘Teardrop’ dei Massive Attack, ad esempio, rappresenta uno degli apici del concerto, con le corde pizzicate della chitarra classica e le percussioni molto essenziali a creare un crescendo emotivo da brividi. Ancora, ‘This Is How We Walk The Moon’ di Arthur Russell sembra rivolgersi proprio alla luna splendente nel cielo, con un determinante contributo di fiati che ricordano da vicino la scuola dell’afrobeat. Nonostante tutti gli occhi siano per González, l’apporto dei suoi musicisti non è assolutamente secondario: tra questi vi è James Mathé, producer inglese noto alle scene come Barbarossa, il quale interpreta anche uno dei propri pezzi, la sorprendente ‘Home’, accompagnato ai cori dallo stesso José. La struggente ‘Down The Line’ – ai tempi singolo di lancio di ‘In Our Nature’ insieme a ‘Killing For Love’, anch’esso eseguito – chiude il concerto prima dei consueti bis di rito. ‘Cycling Trivialities’ fa da ponte verso l’attesissima ‘Heartbeats’, cover degli svedesi e amici The Knife, il brano che più di tutti tanta gloria ha valso a José (non si contano più le serie tv e i film in cui è stato usato come colonna sonora). Poco meno di tre minuti in cui la voce e la chitarra dello svedese sciolgono anche il più duro dei cuori. Gli applausi alla fine non solo tributano le indiscutibili capacità dell’artista, ma risuonano soprattutto come un sincero ringraziamento per l’incredibile carico di emozioni che González è riuscito a suggerire sulle sponde del laghetto di Villa Ada. Sogno di una notte d’inizio estate.

Livio Ghilardi

Foto Villa Ada

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