John Talabot + Marc Piñol @ Akab [Roma, 17/Ottobre/2014]

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Nel giorno del compleanno della creatura di Andrea Esu e soci, L-Ektrica, la rassegna che dal 2002 porta nella capitale il meglio della nuova scena della musica elettronica europea e non, fà il suo grande ritorno il re del clubbing made in Barcelona, John Talabot, nella doppia veste di guest dj e promoter della sua creatura discografica Hivern Discs. In un Akab club tirato a lucido per l’occasione, è tutto pronto per ospitare il primo dei due showcase italiani, con cui continua il tour promozionale (iniziato nella cornice d’eccezione del Primavera Sound Festival proprio a Barcellona) che da mesi sta accompagnando il lancio mondiale degli artisti del roster Hivern. Rappresentante della compagine è lo spagnolo Marc Piñol, nuovo volto della scena new beat catalana, già salito all’attenzione della critica per la collaborazione con Young Turks Records, che ha visto Piñol remixare insieme a Mistakes are OK, nientepopodimenoche i The XX, e per l’audace progetto C.P.I. in tandem con il producer Hugo Capablanca. Dopo il warm-up curato dal padrone di casa Andrea Esu, in un locale che lentamente si riempiva quasi al collasso, fà il suo ingresso in consolle proprio il nostro Marc Piñol, che sotto l’occhio vigile del suo mentore, dà inizio ad un set trasversale, che tra suoni dub e industrial techno, intervallati da quel gusto 80s, vero e proprio marchio di fabbrica di Talabot e co, trascina la folla nel giusto mood e, tralasciando qualche attacco infelice, si riconferma come uno dei nomi da tenere d’occhio nel prossimo futuro. Finalmente arriva il momento del nome più atteso in cartellone, che senza farsi attendere, prende posto dietro i piatti. Chi si aspettava di essere catapultato nella fiesta della rambla rimane presto deluso, Talabot propone infatti un set ricercato, dai toni scuri e molto lo-fi, che si distacca dalle atmosfere dei suoi lavori precedenti, ‘fiN’ su tutti, con poche aperture e tutto incentrato più o meno sullo stesso bpm; un set che tuttavia riesce ad adattarsi e ad affascinare il pubblico romano senza risultare nel complesso troppo “pesante da digerire”, facendo intravedere quale potrebbe essere il futuro artistico del produttore spagnolo, penalizzato forse solamente da un impianto non proprio all’altezza della situazione, che ha dimostrato ancora una volta, tutta l’esperienza e il gusto che lo ha sempre contraddistinto. Nella serata dell’Akab, Hivern Discs si è confermata una realtà in crescita esponenziale, che viene da vicino e investe sui giovani talenti locali, proponendosi per diventare una delle più influenti indipendenti di musica elettronica a livello europeo, e sicuramente un esempio da cui forse , qui nel Bel Paese dovremmo trarre ispirazione.

Alberto Paone

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