John Grant @ Auditorium [Roma, 11/Novembre/2011]

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Era la primavera del 2010 quando il cantante John Grant, lasciati alle spalle gli sfortunati Czars, diede alle stampe ‘Queen of Denmark’ il suo primo album da solista. Mojo è stata la prima ad accorgersi della piccola gemma del cantautore marchiata Bella Union. La celebre rivista non va per il sottile e ci mette un attimo ad assegnargli l’etichetta di “instant classic” (cosa che aveva già fatto con i Fleet Foxes, sempre Bella Union, un caso?), da quel momento è stato un susseguirsi di eccellenti recensioni per il cantante americano. Il devastante tour promozionale ha già compiuto il suo anno e mezzo, la data romana che lo vede nella sala studio dell’Auditorium è una delle ultime del “Queen of Denmark Tour” che già lo aveva portato qualche mese fa  al Circolo degli Artisti. Non si può certo dire che ci sia il pubblico delle grandi occasioni, la sala studio è senza dubbio la più modesta del complesso di Renzo Piano; infatti non c’è il tutto esaurito, complice forse il concomitante concerto degli Ulver. Poco dopo le 21, ora annunciata del concerto, la figurona di John Grant si fa strada sul palco, veste un maglietta di Mexico 70 e dei pantaloni larghi con attaccato un moschettone. Indubbiamente il gay peggio vestito della storia. Lo accompagna sul palco il giovane Chris Pemberton che si alternerà fra pianoforte e synth durante tutto il concerto. Il cantautore quarantatreenne comincia con due inediti ‘You don’t have to’ e ‘Vietnam’, i pezzi non si discostano molto da quello che abbiamo già ascoltato nella sua opera prima, sia musicalmente che per quanto riguarda i suoi testi, che con ironia e dolcezza mettono a nudo le esperienze dell’autore americano. John Grant passa in rassegna tutti i pezzi del suo fantastico esordio, aggiungendo oltre ai brani già citati, tre pezzi provenienti dalla sua esperienza con gli Czars. Se vi è già capitato di leggere un live report su John Grant già saprete che l’artista dal vivo raggiunge dei picchi emotivi che il materiale in studio non sfiora neanche lontanamente, nonostante l’ottima qualità del prodotto. Grant si accompagna pestando sul pianoforte ma la sua voce profonda e potente non viene mai coperta dai suoi violenti accordi . Si alterna con Pemberton che si trova perfettamente a suo agio sia al piano che ai synth, facendo anche eccellenti armonizzazioni vocali; i due si prendono la libertà di rallentare sulle dinamiche lente, di prendersi tutto il tempo necessario, l’intesa è talmente straordinaria che non c’è mai la minima sbavatura. John Grant tra un pezzo e l’altro spiega brevemente l’origine delle sue canzoni, esponendosi più di quanto non faccia già con i suoi testi. In un concerto così coinvolgente è difficile trovare i momenti di acme emotivo ma, provando a ricostruire l’esecuzione dei diversi pezzi, spicca senz’altro una riscoperta ‘Queen of Denmark’ e le dolci interpretazioni di ‘Caramel’ e ‘Outer Space’. John Grant è senza dubbio uno degli artisti  di cui si aspetta con più ansia il  prossimo lavoro in studio e, ovviamente, il conseguente tour.

Luigi Costanzo

7 COMMENTS

  1. ma come non era esaurito?! ero andato due giorni prima a prendere i biglietti e mi avevano freddato comunicandomi che era sold out….

  2. un mio amico ha preso il biglietto all’Auditorium nel pomeriggio di Venerdì 11, mi spiace molto per te…

  3. @Skpaul: Stesso risultato (sold out) sul sito di lottomatica, cui l’auditorium si appoggia per la vendita dei biglietti. Quindi leggo che c’erano molti posti vuoti (posti marchetta data a persone che se ne fregono altamente dell’omone barbuto russo-parlante?)
    Once again:
    Q=Chi deve pagare la crisi?
    A=Le banche e chi lavora all’auditorium (donna della pulizia compresa)

  4. molti è un parolone… però ce n’erano, per esempio uno accanto a me… va anche detto che c’era qualcuno che ha preferito rimanere in piedi ai lati, visto che nella sala studio la visuale è un po’ carente nei primissimi posti. comunque per il futuro vi consiglio di acquistare i biglietti direttamente all’auditorium, è indubbiamente la cosa migliore, anche a me in passato sono capitate cose del genere.

  5. ma io ero andato a comprare un’infornata di biglietti proprio lì all’Auditorium, due/tre giorni prima, e avevo chiesto anche di Grant. La risposta era stata: tutto esaurito. Poi mi si viene a dire che qualcuno ha acquistato il biglietto alla stessa biglietteria dell’Auditorium che mi avevo detto “no, sold out” lo stesso giorno del concerto.
    E allora io mi munisco di uzi e bombe carte e vado a fare una strage sti stronzi… (non prendetemi alla lettera però, è tutto figurato, niente Columbine part. 2…forse)

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