John De Leo + Fabrizio Puglisi @ Teatro Trifiletti [Milazzo, 20/Dicembre/2013]

539

Milazzo ospita all’interno della suggestiva cornice del Teatro Trifiletti l’ultima data di una serie di quattro concerti in giro per la Sicilia, del duo composto dalla eccentrica voce di John De Leo e dal pianoforte di Fabrizio Puglisi. Su invito dei più influenti JazzClub dell’isola, De Leo ha deciso di esportare un po’ del suo bagaglio artistico composto da canzoni originali, tratte dal suo album del 2007 ‘Vago Svanendo’ e cover di note canzoni jazz che, dagli esordi della sua carriera, caratterizzano tutte le performance. Ad accompagnarlo, in questo breve e suggestivo esperimento, vi è l’eccentrico pianista catanese Fabrizio Puglisi. Nel suo modo di suonare, Puglisi alterna le classiche improvvisazioni, a fantasiosi utilizzi del pianoforte a coda, toccando o stoppando le corde interne o utilizzando un piccolo piano-carillon. John De Leo si è invece presentato sul palco portando con sè il suo unico e straordinario strumento, la voce, sostenuta, variegata e destrutturata dalla sua immancabile loop station, che gli ha permesso di registrare e di affiancarsi su varie partiture vocali. Un’ora e quarantacinque minuti di spettacolo in cui sono stati suonati solo sei o sette brani, rendono l’idea dell’alto tasso di “impro” che si sono permessi i due artisti. Ad aprire la serata è stato scelto il pezzo ‘Big Stuff’ di Bernstein, già presente nel primo disco di De Leo, in una versione di circa 35 minuti con una infinita coda di sperimentazioni vocali e pianistiche, che sconfinano ogni genere, lambendo addirittura la dance nei suoi ritmi ripetuti e ossessivi. A seguire un’altra cover jazz, questa volta di Thelonious Monk, più breve ma di certo non meno rivisitata e spigolosa. La seconda parte dello spettacolo ha visto presentare un pezzo inedito di Puglisi, la ballata per solo piano ‘Luna’ riadattata alla voce di De Leo, e dopo una lunga improvvisazione pianistica, vengono riproposti solo altri due dei pezzi dell’album dell’artista di Lugo di Romagna: la felliniana ‘Spiega la Vela’, e poi la canzone che dà il titolo all’album, utilizzata per chiudere il serata. Prima di ricevere gli applausi di fine concerto, il duo ha deciso di dar forma ad un pizzico di follia; in coda all’ultima canzone infatti, sul palco sono comparsi una decina di carillon e giocatolli sonori che, con il loro ticchettio e flebile scampanellare, si sono uniti agli applausi dei pochi spettatori presenti. Come già accennato, la serata è stata caratterizzata dalla scarsa affluenza di pubblico, che non ha riempito neanche un terzo del non-gigantesco teatro, lasciando qualche dubbio sulla pubblicizzazione dell’evento, che peraltro era destinato ad una platea di spettatatori preparati e motivati nel voler veder destrutturata la melodia a vantaggio della sperimentazione. Quei pochi che si riconoscevano in questo strano indentikit ne hanno tratto una fantastica esperienza, gli altri, la maggioranza, forse non si sono sentiti coinvolti ed hanno un po’ sofferto l’alto tasso di “stravaganza” ed eccesso che ha sottolineato l’intera performance.

Gerri J. Iuvara

1 COMMENT

  1. John De Leo, un fuoriclasse assoluto della Musica tutta…è bello che ci ricordate e riportate le sue gesta!

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here