Joan As Police Woman @ Circolo degli Artisti [Roma, 24/Novembre/2008]

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Roma accorre e fa sentire il suo abbraccio. Caldo, umido, soffice. Come Joan Wasser, la sua voce. Tutto ruota attorno all’amore, stasera. Lei ci fa sentire innamorati, che poi lo siamo effettivamente o meno. Innamorati della vita solida, dei sentimenti buoni, di tutto gli altri qui in silenzio ad ascoltare le sue ballate e affanculo non parlo di romanticume da due soldi ma del romanticismo serio e sovrano. Joan Wasser sa tenere sulle spine una folla, semina parole fra un brano e l’altro, col respiro affannato. E questi occhi non hanno mai visto tanta sinergia non dichiarata. Un’unione bipolare fra chi suona e chi resta immobile, col fiato sospeso, a vederlo suonare. Lei è un’artista, di quelle a trecentosessanta gradi. Ogni suo gesto, che muova la mano verso le note alte della tastiera, o riassesti l’asta del microfono, ogni gesto attira gli sguardi anche da qui, in fondo alla sala, dove mi sono sistemato.

Figura magnetica come poche. Musicista d’estrazione classica, di giorno studiava violino e la sera era ai concerti punk nei dintorni del college. Poi c’è stata la storia con Jeff Buckley. Ma al tempo s’era già accreditata una collaborazione con Lou Reed, e sarebbe poi entrata nella band d’appoggio di Rufus Wainwright. Il 2006 è l’anno di ‘Real Life’, sotto il nome di Joan As Police Woman. Poi ‘To Survive’ che conferma un talento fuori da ogni previsione. In bilico fra ballate confidenziali e brani più estroversi, passaggio segnato quasi sempre dal cambio piano/chitarra. Dal vivo le canzoni si scrollano di dosso gli arrangiamenti d’archi e di fiati. Acquistano un’energia nuova, totalizzante, sensuale al di fuori di ogni scetticismo. Stasera, oltretutto, è bella come mai. I segni dei quaranta ormai prossimi sono scomparsi. Un angelo, col suo pop soul colto, anticonvenzionale. Fuori da ogni moda contingente. Tutt’altro che di facile ascolto e capace insieme di penetrare gli anfratti dell’anima. Delicatamente, passo dopo passo, si sprofonda in uno stato di coscienza alterata. Ma qui le mie parole possono poco. Joan As Police Woman lascia trasognati, un impatto morbido con un torrente in piena. Che ti auguri resti lì, non abbandoni il palco a fine serata. Quando un artista lascia nostalgia di sé ha travolto ogni barriera.

Filippo Bizzaglia

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