James Holden + Abdulla Rashim @ Circolo Sportivo Andrea Doria [Roma, 19/Settembre/2014]

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Del primo appuntamento con Scenario vi abbiamo raccontato puntualmente lo scorso aprile. In attesa di scoprire cosa ci riserverà la stagione incombente, al Circolo Sportivo Andrea Doria (zona Tor Di Quinto) è andata in scena una gustosa ed imperdibile doppietta che, insieme alla serata del giorno dopo, ha chiuso la sessione estiva di Rebel Rebel sulle rive del Tevere in attesa del ritorno alla Warehouse. A officiare il rito elettronico sono stati chiamati il guru James Holden, a qualche mese di distanza dall’ultimo passaggio capitolino al Goa, e il misterioso producer svedese Abdulla Rashim, rispettivamente introdotti dagli ottimi set di Ayarcana e del duo Asymptote. Reduce dal totemico ‘The Inheritors’, un disco che sin dalla sua uscita ha fatto razzia di apprezzamenti, James Holden è uno degli artisti di musica elettronica più talentuosi e raffinati in circolazione. Non più una promessa né tantomeno un semplice funambolo del dj-set, ma uno di quei nomi da citazione necessaria in un eventuale pantheon dell’electro contemporanea. Se una carriera ricca di singoli e remix, uno stupefacente esordio come ‘The Idiots Are Winning’ e dj-set di indubbio gusto non fossero bastati, proprio l’ultima fatica discografica dell’inglese ha definitivamente sbaragliato anche le ultime resistenze, imponendosi con il suo pregevole sincretismo psichedelico capace di fondere coerentemente motorik, trance, IDM in un ricercato percorso sonoro lungo 75 minuti. Accompagnato da un batterista live, il trentacinquenne del Leicestershire si impadronisce di pc e synth modulare a mezzanotte e mezzo. La scaletta comprende esclusivamente estratti da ‘The Inheritors’, senza alcuna traccia della produzione passata. Visual cybertribali sullo sfondo stimolano la vista di pari passo con le lucine delle manopole attraverso cui Holden tesse le sue trame e modula i suoni della batteria. La chiave di lettura del live risiede tutta nel dualismo simbiotico tra le alchimie elettroniche e psichedeliche disegnate dall’inglese e i pattern ritmici eseguiti dal vivo su tamburi acustici ma fagocitati e distorti mediante sottoposizione a un dopato trattamento chimico. Sebbene in alcuni momenti l’impianto non abbia favorito lo sposalizio sonoro, lasciando che una delle componenti prevaricasse l’altra o viceversa, lo spettacolo offerto da James Holden sbalordisce per intensità, tecnica ed influsso allucinogeno. L’ambient techno di Aphex Twin incontra il krautrock, l’incedere dei Battles incrocia digressioni trance, la psichedelia più acida viene riletta con un vocabolario nuovo, personale e apparentemente infinito. Semplicemente un artista di levatura imponente. Per la seconda parte della serata ci si sposta invece nella stipatissima terrazza in riva al Tevere. Dopo il gradito riscaldamento offerto da Asymptote, tocca ad Abdulla Rashim condurre la serata verso la sua naturale conclusione con il passaggio sul ponte del primo regionale Viterbo-Roma. Autore dell’ottimo debutto ‘Unanimity’ e ormai nel giro da qualche anno, lo svedese getta in pasto ai presenti la sua techno oscura ed esoterica, freneticamente innervata di influssi industrial. Una agognata e stemperata cassa dritta conduce senza destinazione lungo i labirinti costruiti dallo svedese, con fiammate e fuochi artificiali a rischiarare impervi orizzonti sonori. Un live set curato fin nei minimi dettagli per uno dei più accreditati nuovi eroi della techno.

Livio Ghilardi

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