James – Girl at the End of the World

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Li avevo lasciati andare. Da una quindicina di anni almeno. Sicuramente dopo ‘Pleased To Meet You’. Storia singolare quella dei mancuniani James, storia di longevità, di alti e bassi, di quasi 30 milioni di dischi venduti, di inattività e resurrezione, di dischi brutti e di questo clamoroso colpo di coda. A 34 anni (!) dalla fondazione. Sarà forse perchè lo zoccolo duro della line up rimane praticamente lo stesso da quel tempo lontano, sarà perchè, quelli che una volta venivano chiamati “i nuovi Smiths”, col talento ci sono certamente nati. Ecco allora spiegata la sorpresa dinnanzi a questo sfavillante album numero 14 che mentiente intatte le caratteristiche dei nostri ma con un approccio sicuramente più coeso, più deciso, soprattutto se i brani sono tornati ad essere finalmente “belli”. Melodia e malinconia. Dodici anthem da ricordare. E se esiste una giustizia musicale (divina) ai James e solo ai James dovremmo riconoscere l’appellativo di “padri del brit-pop”. (ET)

BMG