Jacob Collier @ Auditorium [Roma, 9/Novembre/2016]

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Se avessi vent’anni e Stevie Wonder, Quincy Jones e Pat Metheny ti dicessero che sei un talento assoluto della musica… come reagiresti? Ti esibiresti in calzini e pantalone patchwork (in stile Festa dell’Unità) ringraziando tutto e tutti per ogni momento che ti è stato concesso di vivere su un palco o ti atteggeresti come la superstar del momento? Il nostro amico fa parte della prima scuola, di quella in cui si studia forte per diventare qualcuno e i bagni di umiltà sono il pane quotidiano (poi se il tutto è condito da talento smisurato e una discreta dose di fortuna e un sapiente uso di youtube il gioco è fatto). ‘In my room’ è il primo disco di questo giovane talento londinese, ricordiamo autodidatta, e in occasione della seconda serata del Roma Jazz Festival ho avuto l’onore di vederlo dal vivo dopo mesi di stalkeraggio su youtube e altri social. Il palco della Sala Petrassi è invaso da una miriade di strumenti, dal contrabasso al pianoforte a coda, dalle tastiere alle percussioni, dal vocoder ai bassi alla chitarra acustica. L’atleticità e l’energia dei suoi ventidue anni appena compiuti giocano certamente a favore! Sfido chiunque tra i colleghi più anziani a saltare come grilli tra uno strumento senza lasciare una nota fuori posto. Ma parliamo del fattore primario intorno a cui gira tutta l’opera: il canto. La capacità di questo musicista della generazione youtube è quella di toccare note bassissime baritonali per poi toccare elevatissime vette di acuti cristallini creando armonizzazioni preregistrate e sovrapposte. L’idea che sul palco si materializzino fino a dieci persone è resa possibile dal contributo digitale grazie all’uso dei visual alle sue spalle che registrano in tempo reale, con un breve ritardo che permette la sovrapposizione dei movimenti di Jacob danzante tra i vari strumenti sul palco. Insomma  quasi due ore di spettacolo di altissimo livello tra jazz, funky e beatbox sapientemente miscelati, concluse da due encore e due meritatissime standing ovation e una grande lezione sull’umiltà. Ci inchiniamo noi, sinceramente, al tuo talento.

Melania Bisegna

Foto dell’autore

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