Intervista STEPHEN LAWRIE (The Telescopes).

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C’è un particolare evidente da subito, il tour dei Telescopes in Italia, “Aftertaste”, è stato pubblicizzato secondo due filoni opposti. Qualcuno ha descritto il nuovo corso della band di Stephen Lawrie tirando in ballo l’interesse di Morr Music per la vecchia scena shoegaze, i Portishead e una sorta di attitudine trip-hop dell’ultimo ‘Third Wave’. Molti altri hanno accolto con entusiasmo il recupero di ‘Taste’, collocando i Telescopes fra le band d’antan di cui celebrare, fondamentalmente, la storia. In realtà, conversando con Stephen Lawrie, l’impressione più forte è che non esista frattura, la mente dei Telescopes descrive con estrema naturalezza l’evoluzione di un progetto che, nonostante i cambi di formazione (oggi One Unique Signal+Lawrie) sente intimante coerente e, dunque, profondamente suo. Lawrie, questo è certo, non teme i dualismi, in viaggio annuncia un’ora di ritardo ma si presenta al Circolo degli Artisti con parecchio anticipo, si mostra composto e sereno dopo una performance devastante in cui appariva profondamente alterato. Parlandone con lui dopo la performance, confida a mezza voce che l’effetto è della musica, esattamente la stessa cosa che dichiarava a vent’anni, poi prosegue “Vuoi sapere cosa faccio col microfono contro la fronte? Strani feedback? Sono le energie” è ilare, certo, ma non troppo. Il giorno dopo, vicino Bari, avrebbe riproposto esattamente la stessa performance, ancora in bilico fra istinto e rappresentazione, ancora profondamente coerente, a modo suo. Il revival non c’è, certo Lawrie non si guarda le scarpe. Ecco il resoconto della piacevole chiacchierata con Stephen Lawrie nel camerino del Circolo degli Artisti, numerose curiosità e anticipazioni con il buffo sottofondo di One Unique Signal impegnati in una video-lezione di caffè napoletano direttamente su notebook.

Ciao Stephen, potremmo cominciare dal tour, ‘Aftertaste’, è stato scritto che suonerete la scaletta di ‘Taste’ del 1989 per l’ultima volta, esatto?
“L’ultima volta? Non ne sono sicuro… non si sa mai cosa può succedere. Non avrei mai immaginato di suonarla ancora, quindi tutto è possibile”.
Che rapporto hai oggi con quell’album e, durante il concerto, che tipo di relazione si crea fra le canzoni di Taste e il nuovo materiale?
“È un rapporto di intensità, è diversa la scrittura, ho ripreso a comporre per una voce mentre avevo una visione più armonica prima del nuovo album poi, come sai, la line up è cambiata…”
È difficile attraversare stili diversi durante lo stesso concerto?
“No. È naturale, succede, dipende dalle nostre idee, è una questione istintiva”.
Sempre a proposito dei live, nel 1989 hai dichiarato “È come nei film. Guardi un film e non ti aspetti un bis in chiusura”
“Si! Ma le cose sono cambiate ormai, abbiamo i contenuti extra dei dvd (ride, n.d.a.) Qualche volta suoniamo più del previsto…”
Questo tour contempla le visuals, lavorate con i proiettori, quindi alcune immagini interagiranno con la musica. Cosa pensi della relazione fra immagine e suono?
“Sarà una sorta di visualizzazione della musica, sul palco hai delle visioni, questo è un modo per tradurre tutti i media che usiamo, un modo per esprimere musica e parole”.
E puoi dirmi qualcosa dei video che userete stasera?
“Si, di solito usiamo i video di Bridget Hayden, un’artista che compone ogni sua immagine manualmente, artigianalmente, niente computer, tutto è reale, altrimenti useremo il film di un certo Eoin Shea, di cui ci siamo appropriati, ma non sono sicuro di quale potremo usare stasera,  dopo l’intervista potremmo andare a controllare lì dietro (ride indicando il palco)”.
Nel 1992 hai dichiarato che la tua musica cambia assieme alla tua idea di perfezione.
“Davvero? “
Lo hanno scritto.
“C’è come un principio organico che si muove in ogni cosa, non vorrei cambiare quello che ho fatto prima e sono pronto a sorprendere me stesso. Ancora una volta.”
E cosa puoi dirmi dell’idea che stai seguendo adesso?
“Lo vedrai quando esce l’abum, (ride) quando verrà completato, ma è basato fondamentalmente sui rumori,  è pure abbastanza ritmato, musica sulla quale puoi muoverti, ci sono molte parole e immaginari diversi, c’è molta roba dentro…”
I Telescopes sono sempre stati associati a band come My bloody valentine, Loop and Spaceman 3, nel 1989 hai detto degli Spaceman 3: “Tutti ci paragonano a loro ma, ascoltando i due gruppi suonare in successione, è chiaro che siamo completamente diversi”
“Si, ma abbiamo numerosi dischi in comune nelle nostre collezioni”.
Quindi se voi e gli Spaceman 3 eravate due band molto simili che suonavano in maniera completamente diversa, qual è la relazione fra i Telescopes e band molto diverse come i Portishead che, tuttavia, vi hanno scelto per suonare all’ATP I’ll Be Your Mirror?
“Credo di avere un senso dell’etereo e i Portishead sono una band molto eterea come qualcosa dei Telescopes lo è, eterea e onirica”.
Quindi la relazione c’è.
“Me ne rendo conto ma non credo ci sia nulla di conscio fra le due band, si tratta di un sentire comune che poi sviluppa in maniera completamente diversa”.
Cosa mi dici di Antenna Records?
“È una label sperimentale”.
La tua?
“Si, ho cominciato a lavorare con gente della Genepool Records,  un’altra label con cui collaboro si chiama Static Charge, con Static Charge abbiamo registrato l‘album Aftertaste, prodotto in vinile e per il download”.
Suoni in altre band di Antenna Record? Produci?
“Si, musica per Füxa e qualche volta suono con loro, oppure Los Planetos del Agua, anche con loro suono talvolta ma credo che smetterò, e gli Afghan, qualche volta suoniamo assieme… credo che il resto comparirà in compilation dedicate a molte band, ovviamente ci sono i Telescopes e poi c’è “O” una band di amici, progetto molto acustico e rumoroso allo stesso tempo, due identità molto lontane messe insieme”.
In una sorta di jam?
“Una specie, una specie… ma credo ci siano idee molto forti. È piuttosto un luogo di sperimentazione ma credo ci sia una struttura”.
Anche la musica dei Telescopes diventa sempre più sperimentale…
“È possibile, si, durante il processo creativo di tanto in tanto una canzone cade dal cielo ma, la gran parte delle volte, non bisogna fare altro che provare, sviluppare la musica attraverso gli oggetti, cercarla in essi, perché è lì che la musica ha avuto inizio, tirare fuori il ritmo da un oggetto, poi è questione di felici incidenti”.
Cosa pensi oggi della scrittura di testi? Funzionano ancora bene con la tua musica?
“Si! Ho ho scritto molti testi”.
Continui a parlare della vita…
“Credo sia impossibile non parlare della vita quando si scrive, anche provando non ci si potrebbe riuscire”.
Già, te lo chiedo perché ricordo una vecchia intervista, dicevano che i tuoi testi parlano dell’oblio e tu ti opponesti fortemente, precisando che quando scrivi parli sempre della vita… era tanto tempo fa.
“Ma parlo anche del fatto che la vita è oblio in un certo senso, e l’oblio fa parte della vita, ne è parte”.
Che progetti hai con i Telescopes, per il futuro? E come artista, come Stephen?
“Lavoreremo su un album, registreremo molto materiale e cominceremo a lavorare con Richard Formby che ha già prodotto la musica dei Telescopes, quindi il nuovo album recupererà una serie di vecchie collaborazioni come Anton Newcombe dei Brian Jonestown Massacre che abbiamo raggiunto nel suo studio a Berlino, abbiamo già un po’di musica, dobbiamo finire di realizzarla, nel frattempo ci saranno molti concerti, da Tokio il prossimo anno alle date europee, scandinave”.
Quindi fondamentalmente in questo periodo stai suonando?
“Si ma ho anche un singolo in uscita con la Transmat Records il prossimo anno, si tratta di una cover di ‘Black Eyed Dog’, canzone di Nick Drake”.
Ottimo!
“Una versione molto secca, sarà disponibile in 7 pollici e download”.
Hai altri progetti per il futuro, Stephen?
“Si, suppongo di si (ride) faccio molte cose, fondamentalmente si tira avanti… andare avanti e vivere (ride ancora)”.
Bene, possiamo dire che stasera siamo a Roma. (Stephen ride)
Grazie e buon concerto, ci vediamo domani a Bari ma non ne sono certa.
(ridendo ancora) “Ciao a te!”.

Intervista raccolta da Giorgia Mastropasqua

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